LIGU.RE

coâ

Fonte: G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 233.

  • v. a. Colare: Il far passare cosa liquida in panno o in altro, ond’ella esca sì sottilmente che venga netta e purificata dalle fecce che avea in sè. – Decantare dicono i Chimici Il travasare da un vaso in un altro leggermente i liquori, sì che la feccia non si confonda col chiarificato.
  • — a cäsinn-a; Colar la calcina: Farla passare alla cola per separarne le pietruzze o altre mondiglie.
  • — i êuve; Covare: Lo star degli uccelli in sull’uova per riscaldarle acciocchè elle nascano. – Cova è L’azione del covare. Posta o Covata è La quantità delle uova che si pongono sotto la gallina covaticcia. Covata è altresì La quantità de’ pulcini nati dalla stessa posta.
  • Stâ a coâ l’êuvo in letto; Covare il letto o Covarsi in letto, dicesi di Quel poltrire buona pezza nel letto senza più dormire, dopo aver ben dormito tutta la notte.
  • s. f. Pasto, Paracuore: Polmone degli animali che si macellano, come di buoi, di castrati, majali e simili. Paracuore dicesi più comunem. Il polmone de’ majali. La Corata, donde il term. genov. Coâ, significa Le parti intorno al cuore, compreso il cuore stesso. Coratella dicesi Il fegato e gli altri visceri intorno al cuore de’ piccoli animali quadrupedi, come agnelli, capretti e simili, che in dialetto diciamo Gianco e neigro
  • s. m. Porta cote, Astuccio o Corno da cote: Quel bossolo o corno vaccino, che i contadini portano a cintola, entro cui ripongono la cote (V. Coëta) per affilar la falce, quando vanno a falciar l’erba.

Voci vicine: clûb; cö; cô; co-a; côa; coâ; côadêuggio; coadjutô; coadjuvâ; coæ; coagetto.