canto
Fonte: G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 178–179.
- s. m. Canto: Armonia espressa con voce; ed è proprio degli uomini e degli uccelli.
- Canto, dicesi anche dello Stridere della cicala e del grillo.
- — per l’Arte del cantare: Meistro de canto; Maestro di canto.
- — per Parte di poema: O sa ä memoïa i primmi quattro canti dell’Eneide; Egli sa a memoria i primi quattro canti dell’Eneide.
- — dō gallo; Canto del gallo, detto anche Cuccurucù o Chicchirichì, per imitazione di suono.
- — fermo; Canto fermo: Canto ecclesiastico introdotto da S. Gregorio nel principio del secolo VII, epoca in cui il contrappunto non avea per anco regole determinate; detto allora anche Canto gregoriano.
- — figûrôu; Canto figurato: Quello in cui si praticano delle note di misto valore, a differenza del Canto corale o Canto fermo, composto di note principali uniformi.
- s. m. Canto: Spigolo o Costa di checchessia che finisca in angolo.
- Canto, per Capo di strada, che anche dicesi Cantone, Cantonata, Biscanto.
- — per Parte, Banda, Lato: Nō sò ciù da che canto giâme; Non so più da qual canto voltarmi.
- — metaf. per Luogo ritirato, solingo, remoto.
- Cantoniera: Sorta di piccolo armadio, il cui fondo di dietro è unicamente rappresentato dalle due fiancate unite ad angolo retto, onde poterlo adattare negli angoli delle stanze, e riporvi, su parecchi palchetti, varie minute masserizie, che si vogliono avere a mano.
- — ammortôu; Canto smusso o smussato, cioè Canto tagliato. – Biscanto dicesi Quel canto o lato rotto e come tagliato a due, onde invece d’un canto o lato vengono a formarsene due.
- — da rûmenta, dō carbōn; Buca della spazzatura, Buca del carbone: Quei vani che sogliono farsi nelle cucine sotto il cammino per riporvi la spazzatura o il carbone.
- — de casa; Canto, Angolo, Cantuccio: Angolo interno d’una stanza della casa.
- Canti dō cappello; Punte, Acque, Becchi, onde: Cappello a duî o a treì canti; Cappello a due o a tre acque, a due o a tre punte, a due o a tre becchi, dicesi Quello che ha due o tre tese rialzate.
- — mutti; Cantino. T. di cart. V. Cantin nel 2º significato.
- Ascōndise in t’ûn canto; Rincantucciarsi, Racantucciarsi, Incantucciarsi: Riporsi in un canto, Nascondersi.
- Da canto; Da canto o A canto. Posto avverb. vale Dal fianco, Allato, Presso, Vicino; e talora Da parte.
- Da canto mæ, sò, tò, ecc.; Da canto mio, tuo, suo, ec., vale Per quanto spetta a me, a te, a lui, ec.
- Da ûn canto; Da una parte, e talora A parte, In disparte, Da banda: O s’é retiôu da ûn canto; Si ritirò da una parte, in disparte.
- Destende ûnn-a persōnn-a in sciûn canto; Distender uno, Stenderlo morto a terra, Farlo cader morto per terra, Ucciderlo.
- Giâ ō canto; Scamojare: Voltare al primo canto, per non incontrare taluno che ci sia molesto.
- Lasciâ in t’ûn canto ûnn-a persōnn-a; Non farne alcun caso, Dimenticarla. Modo figurato.
- Mettise da canto; Mettersi da canto, vale Far avanzi, Avanzarsi nell’avere: O s’ha misso da canto ûn miggiâ de scûi; Egli si mise da canto un migliajo di scudi.
- Stâ sempre a canto a-o fêugo; Covare il fuoco o la cenere, dicesi di Chi sta di continuo presso il fuoco per iscaldarsi.
- Sûccao canto; Zucchero candito o candi V. Sûccao.
Voci vicine: cantin; cantinê; cantinetta; cantinn-a; càntio; canto; cantoïa; cantōn; cantōnadda; cantōnê; canûo.