rompî
(hist. rōmpî)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 663.
- v. a. Rompere, Spezzare: Ridurre in pezzi una cosa intera; Frangere, Infrangere.
- Fallire, Far fallimento: Il cessare che il mercante fa de’ suoi pagamenti per accidenti sopraggiuntigli o per perdite ch’egli abbia fatto.
- — a faccia; Mandare o Tirar giù la buffa o la visiera, figurat. vale Non aver vergogna, nè faccia.
- — a faccia à un; Rompere il mostaccio, il muso, il ceffo ad alcuno, vale Rompergli il viso percuotendolo.
- — a giassa; Rompere il diaccio V. Giassa.
- — a mariela; Guastar la porrata o la matassa, Romper l’uovo in bocca V. Mariela.
- — a testa; Rompere, Spezzare o Tòrre la testa o il capo, figurat. vale Infastidire, Nojare, Importunare e simili.
- — e còrne à un; Rompere o Fiaccar le corna ad alcuno, vale Dargli sul capo, Rompergli il capo.
- — e scatoe, e tavernelle; Romper le tasche, le tavernelle, i corbelli, figurat. e nell’uso vale Dar briga, noja, Infastidire, Nojare, Importunare, ecc.
- — i euve; Schiacciare o Scocciare le uova: Rompere il guscio alle uova che si voglion adoperare per cibo.
- — l’amiçiçia; Romper il fuscellino, figur. vale Romper l’amicizia con uno, Cessare d’essergli amico.
- — o cavagno inte vendegne V. Cavagno.
- — o còllo à unna mercansia, o còllo à unna zovena V. Còllo.
- — o disnâ, a çeña; Rompere il pranzo o la cena, vale Guastarlo mangiando poco avanti di pranzare, di cenare.
- — o patto, e lezzi, ecc.; Rompere il patto, le leggi, gli statuti, gli ordini, ecc., vale Trasgredirli, Non osservarli.
- — o proponimento; Rompere il proponimento, vale Mutar pensiero
- — o seunno; Rompere il sonno, vale Far destare, Far cessare il sonno, Guastare il sonno.
- — o silençio; Rompere il silenzio: Cominciare a parlare.
- — o zazzun; Rompere il digiuno: Violar il digiuno prescritto dalla Chiesa.
- — unn’armâ, ecc.; Rompere un’armata, un esercito, vale Vincerli, Fugarli.
- — unn’òpera; Scompletar un’opera, detto di libri, vale Render un’opera incompleta.
- Rompîla con un; Romperla con alcuno, vale Lasciarne l’amicizia.
- Rompîse n. p. Rompersi, Spezzarsi, Andare in pezzi.
- — a testa; Rompersi il capo, oltre il proprio signif., figurat. vale Infastidirsi, Inquietarsi; e talora anche Usar soverchia applicazione, che in tal senso dicesi pure Stillarsi o Beccarsi il cervello.
- — o còllo o l’òsso do còllo; Rompersi o Fiaccarsi il collo V. Còllo.
- — unna veña in peto; Rompersi una vena dello stomaco, Rompersi il sangue, Vomitare sangue.
- A lengua a n’à d’òsso, ma a rompe l’osso; La lingua non ha osso, ma rompe il dosso.
- Chi no rompe scrosce... Prov. nostro che non ha precisa corrispondenza ital. ed usasi figurat. per dinotare Che per un verso o per l’altro tutti andiamo soggetti a qualche peripezia.
- In casa do barba chi rompe paga; Chi rompe paga. Prov. di chiaro significato.
- No me stâ à rompî a divoçion; Non mi romper la divozione, m. b. e vale Non mi frastornare.
- No me rompî quello che ti no m’æ fæto; Non mi rompere quello che non m’hai fatto, dicesi nell’uso per Non frastornarmi, Non mi romper le tasche, i corbelli, la divozione, ecc.
- Zugâ à rompî; Giuocare a scoccetta V. Zugâ.
Neighbouring lemmas: roloè; roman; romaniata; romanin; rombo; rompî; rompiballe; rompicòllo; rompifeste; rompimento de testa; rompiscatoe.