udiensa
(stòr. ûdiensa)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 810.
- s. f. Udienza, antic. Udienzia: L’udire L’ascoltare o Dar ascolto a chi ci parla.
- Udienza: Ammissione dinanzi ai principi o grandi signori per esporre le proprie istanze.
- — L’udire che fanno i giudici le accuse e le discolpe de’ rei per poi darne sentenza; e Il luogo dove tali udienze si fanno.
- — per Uditorio e Auditorio, cioè Adunanza numerosa o Moltitudine d’uditori, raccolti specialm. per ascoltar prediche o sim.
- Avei udiensa; Aver udienza: Ottenere d’essere ascoltati.
- Dâ udiensa; Dare udienza: Stare ascoltare le istanze o checchessia d’altro di chi fu ammesso all’udienza; e dicesi propriam. de’ principi o altre persone di gran paraggio quando ascoltano chi va loro a parlare.
- Giorno d’udiensa; Giorno d’udienza.
- No dâ udiensa; Non dar orecchio, Non dar retta, bada o ascolto, Non abbadare alle parole di chi parla.
Voxe vexiñe: tuttun; tuvio; ubbidî; ubbidiensa; udia; udiensa; uditô; uëtâ; offiçiâ; uga; ughetta.