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LIGU.RE

camoa

(stòr. càmoa)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 168–169.

  • s. f. Tarlo, Tarma, Tignuola, Baco, Beco, Tonchio, Gorgoglione, Punteruolo, Marmeggia. Queste voci abbenchè pajano sinonimi, pure hanno grandissima differenza fra loro. Il Tarlo è quel vermicciuolo, che si ricovera nel legno e lo rode; Tarlo e Tarlatura dicesi anche la rosura del tarlo. La Tarma è quel vermicciuolo che rode diverse cose, tanto legno quanto altro. La Tignuola è quella che rode per lo più i pannilani, della qual rosura si alimenta, e si forma la casa, che è un cannellino, il quale si strascica dietro in quella stessa guisa che fanno del lor guscio le chiocciole. Il Baco, detto anche Fucignone, è quello che guasta le frutte. Il Gorgoglione o Tonchio è l’insetto che rode e vuota le biade e i legumi. Baco della crusca o della farina dicesi quel vermetto od insetto nericcio, che sussiste nella farina ammontata, ed è il cibo graditissimo de’ rosignuoli, in Lomb. Càmola. La Marmeggia è quel verme che si genera nella carne secca e la tarla. Il Beco è quello che rode le olive V. Verme.
  • — de voieue; Buttero: Quel segno o margine, che resta altrui dopo il vajuolo o simili.
  • — di denti; Carie: Disfacimento e corruttela della sostanza dell’ossa e dei denti.

Voxe vexiñe: camixo; camixòtto; camin, cammin; camminâ; camminadô; camoa; camoâ; campâ; campagna; campagnata; campanâ.