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LIGU.RE

rammo1

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone, 1876, p. 633.

  • s. m. Ramo: Parte dell’albero che deriva dal pedale e si dilata a guisa di braccio, e propr. Braccio dell’albero che vien dal pedale.
  • Ramo, per Una delle parti in cui si divide l’alveo d’un fiume, purchè non perda il suo nome; locchè accadendo in forza della moltiplicità delle diramazioni, diconsi Rivi o Rivoli.
  • — per Schiatta, Discendenza.
  • — secco; Frusco, Fruscolo: Quei fuscelli secchi che sono su per gli alberi.

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G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone, 1876, p. 633.

  • s. m. Rame, e presso gli antichi anche Ramo: Metallo duttilissimo, d’un color giallo-rosso, ed il più sonoro di tutti i metalli; ci viene dalla Svezia, dalla Rossia e dall’Inghilterra. Si spedisce d’ordinario in bande, in filo, in lastre, in pani, in ruotoli e in verghe. La scoria che il rame lascia nel fondersi, dicesi Difrige. La scaglia che ne scappa via allorchè il calderajo lo rinfocola per lavorarlo, si denomina Ramina.
  • Rame, talvolta usasi per Moneta, onde: Savei de rammo; Sapere o Puzzare di rame, dicesi per ischerzo di Cosa che costa o costa assai.
  • Rami (al plur.) s’intende Il complesso dei vasi ed altri utensili di cucina fatti di tal metallo, alla stessa maniera che si dice Argenti, Stagni.
  • Incisione, intaglio, dicesi delle Figure intagliate sopra lastre di rame.
  • Inçisô da rammi; Calcografo: Intagliatore in rame.
  • Scuâ i rammi; Arrenare o Pulire i rami.

Voci vicine: ramma; rammâ d’ægua; rammæa; rammetta; rammiña; rammo; rammetto; rammoia; rampa; rampeghin; rampeghin (ganeufano).