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LIGU.RE

ofo (à)

(hist. ufu (a))

G. Olivieri, Dizionario genovese-italiano, Giovanni Ferrando 1851, p. 526.

  • A ufo, senza spesa, in grande abbondanza, a macca, gratis. A ufo, è detto plebeo. Si scrivevano da’ magistrati di Firenze lettere di commissioni a ministri forensi, le quali da coloro che le chiedevano e le presentavano, si pagavano a’ magistrati che le faceano, ed a’ ministri che le ricevevano; e quando non erano chieste, ma erano fatte e mandate per proprio interesse di quel magistrato che le faceva, non vi era spesa alcuna; e però affinchè tali lettere, le quali non si pagavano, si potessero distinguere da quelle che si pagavano, scrivevano nella soprascritta ex ufficio, ma l’abbreviavano scrivendo ex uffo, ed i tavolaccini o donzelli che le consegnavano, non leggevano se non ex uffo, e distinguevano queste due specie di lettere, dando a quelle che si pagavano il nome di lettere col diritto, cioè colla dovuta spesa; ed alle altre il nome dell’ufo, cioè senza spesa. Di qui è nato questo detto a ufo, che vuol dire senza spesa, e serve in ogni occasione. V. À ofo.

Neighbouring lemmas: occo testa grossa; oege, oegia; oeggiñe; oeña; oeta, oëtâ; ofo (à); uga; ughetta; ombra; ombrella; ombrigo.