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LIGU.RE

sraxo, saxo

(stòr. sraxu, saxu)

G. Olivieri, Dizionario genovese-italiano, Giovanni Ferrando 1851, p. 470.

  • Salice, salcio, salce, genere di piante della dioecia diandria, famiglia delle amentacee, che ha per caratteri gattini cilindrici composti di squame. Dicesi salcio da legare o salcio bianco una specie di salcio che si pianta lungo le fosse vicino all’acqua e si coltiva a capitozza, tagliando i virgulti che produce, i quali si fendono, e servono per legar le viti, i cerchi delle botti ed altro, e per farne ceste, graticci ec. Dicesi salcio davidico, salcio di Babilonia, e volgarmente salcio che piove o piangente, una specie di salcio che prestissimo cresce, i cui lunghi e sottili rami sono pendenti e fragilissimi. Brillo o salcio giallo.

Voxe vexiñe: squæo; squæxi; squarso; squascio; squattarou; sraxo, saxo; sraxonâ; stâ; stacca; staccâ; stacchetta.