remesciâ
G. Olivieri, Dizionario genovese-italiano, Giovanni Ferrando, 1851, pp. 384–385.
- Agitare, muovere in qua e in là. Stormire, far rumore, e dicesi propriamente di quello che fanno le frasche agitate dal vento. Remesciâ o saccon, smuovere il saccone, è quel sollevarne colle mani le foglie, rimaste pigiate e calcate dal peso della persona, affinchè il saccone torni a esser soffice e sollo. Remesciâ o feugo, sbraciare, vale allargare la bragia, affinchè meglio si accenda, o l’accesa mandi più calore: sbraciar il caldano, il veggio ec. Anche si sbracia il fuoco del cammino sotto le legna, perchè piglino più aria e meglio ardano, allargandone la bragia che vi fosse di troppo ammontata. Rimescolare, di nuovo mescolare, confondere insieme. Remesciâ e carte, scozzare, dicesi delle carte da giuocare quando si mescolano levandole dall’ordine loro. Rimestare, maneggiare, rimenare.
Voxe vexiñe: remegâ; remenâ; remenâse; remenou; remescello; remesciâ; remescin; remescio; remexa; remissa; remmâ.