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LIGU.RE

treifeuggio

(stòr. treifêuggio)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 803–804.

  • s. m. Trifoglio e Trefoglio: Genere di piante della famiglia delle Leguminose, di cui si conoscono varie specie, e le cui principali sono le seguenti:
  • Il Trifoglio comune o Erba greca o Trifoglio rosso (Trifolium incarnatum), che è pianta annuale ed ha lo stelo peloso, alto mezzo braccio e più nei buoni fondi, poco ramoso; le foglioline tondeggianti, dentellate, pelose; i fiori d’un rosso vivace, carnicini o bianchi, a spiga conico-bislunga. Fiorisce dal giugno al luglio; è indigena in molti luoghi d’Italia;
  • Il Trifoglio acquatico, detto anche Fibrino acquajolo, Trifoglio fibrino, Trifoglio palustre, Trafoglione d’acqua (Menyanthes trifoliata), che è una pianta di genere diverso. Ha lo stelo serpeggiante, ramoso; le foglie alterne, piccole, a tre foglioline ovali, lisce, nervose obliquamente; i fiori grandi, bianchi, a racemo, contornati di filetto. Fiorisce nel luglio e nasce nei laghetti dei luoghi freddi montuosi;
  • Il Trifoglio pratajuolo, detto anche Amaranto selvatico, Capo rosso, Trafogliolo cavallino o di prato (Trifolium pratense), pianta perenne, con molti steli deboli e sparsi, le foglioline cuoriformi e i fiori rossi in cupolini. È indigena nei luoghi montuosi d’Italia, di Svizzera e di Francia, e coltivasi estesamente in Lombardia, dove forma la base dei prati sativi, ed è ottimo pascolo degli animali domestici da soma e da corna.

Voxe vexiñe: travisâ; treggetta; treggia; treggia (uga); trei; treifeuggio; treipê; treisette; treitô; treitoa; tremagi.