ramma
G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone, 1876, p. 633.
- s. f. Rama. La rama non dee confondersi col ramo. Il ramo è braccio dell’albero che vien dal pedale; la rama è picciol fusto che sorge sul ramo stesso. Fioriscon le rame e non i rami; le frutte nascono e maturano sulle rame e non sui rami; i rami dànno nutrimento alle rame.
- Frasca: Qualunque ramicello fronzuto, per lo più d’alberi boscherecci, che talora usasi per cacciar le mosche, specialm. in campagna.
- — per Quel ramo fronzuto che serve d’insegna ai tavernaj.
- Màndorla, Fiore V. Mantuaña.
- Ramme; Frasconi: Vettoni di querciuoli, d’ontani, di castagni, che si tagliano per abbruciare, e per lo più usandone prima a sostegno de’ piselli, de’ fagiuoli e simili.
- Andâ o Satâ de ramma in sambugo; Saltar di palo in frasca, Passar d’Arno in Buchillone, Andare o Saltar di trasto in sentina; vagliono Non istar in proposito, Uscir di tema, Andare d’una cosa in altra senz’ordine e proposito.
- O vin bon o no à beseugno de ramma; Il buon vino non ha bisogno di frasca. Dett. prov. che significa Il buono non ha di mestieri d’inutili adornamenti.
Voxe vexiñe: raixo; rallegrâse; ramadan; ramassâ; ramiña; ramma; rammâ d’ægua; rammæa; rammetta; rammiña; rammo.