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LIGU.RE

paçiensa

(stòr. paziensa)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 855.

  • s. f. Pazienza e Pazienzia: Virtù che fa sopportare le avversità, i dolori, le ingiurie, ecc. con temperanza e senza mormorare.
  • Pazienza, per Sofferenza, Tolleranza, Rassegnazione.
  • — per Certo abito di religiosi che pende egualmente davanti e di dietro, senza maniche e aperto lateralmente.
  • Armâse de paçiensa; Armarsi, Munirsi, Provvedersi di pazienza.
  • Avei a paçiensa de Giobbe; Esser pazientissimo, Comportar ogni cosa pazientissimamente, Essere un nuovo Giobbe, Esser il modello de’ pazienti.
  • — paçiensa; Aver pazienza, Pazientare, Portar in pace; Sopportare, Tollerare.
  • Co-a paçiensa s’arremedia à tutto; A qualsivoglia dolore rimedia la pazienza, Colla pazienza si prende la lepre al carro, La pazienza è una gran reina che ogni cosa le serve e ogni cosa reca sotto sua signoria, Colui che ha pazienza, ha ciò che vuole, A penna a penna si pela un’oca. Prov. che vagliono che Col tempo e colla pazienza si supera ogni difficoltà.
  • Fâ perde a paçiensa a-i santi; Fare scappar la pazienza, Far rinnegar la pazienza: Vincere la pazienza altrui.
  • Òh che paçiensa! Oh Dio che noja! Che struggimento!
  • Paçiensa un còrno! La pazienza sta bene a chi la porta, ai religiosi: Chi ha ragione d’impazientarsi risponde così per rabbia a chi l’esorta a pazienza.

Voxe vexiñe: mettipiano; mitene; morziggio, morziggion; mosciamme; papà grande; paçiensa; paçientâ; persemoinetta; pillâ o riso; quaccin (fâ); rebomboâ.