luxî
(stòr. lûxî)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 480–481.
- v. a. Lucere, Rilucere, Splendere, Risplendere: Aver in sè e mandar luce. – Luccicare propriam. Il risplendere delle cose lisce e lustre, come pietre, armi e sim.
- — i euggi; Brillare, Luccicare gli occhi, Aver gli occhi luccicanti o che luccicano, dicesi per lo più di Chi è avvinazzato o cotticcio.
- À cavallo giastemmou ghe luxe o pei; A caval bestemmiato gli luce il pelo V. Cavallo.
- Avei o pei chi ghe luxe; Rilucere il pelo, figurat. Comparir benestante, Esser grasso o fresco e in buono stato.
- Chi luxe de neutte; Nottiluco.
- Comensâ à luxî i euggi; Luccicare gli occhi o Cominciare a far gli occhi luccicanti, dicesi Quando per tenerezza o altro sono quasi sul punto di lagrimare.
- Fâla luxî à unna persoña; Regalar bene uno, Mostrarsegli generoso, più liberale del dovere; e dicesi per lo più in senso ironico.
- Tutto quello chi luxe o no é öo; Tutto ciò che luce, riluce o risplende non è oro. Prov. al quale possono far seguito i seguenti: Ogni lucciola non è fuoco, La castagna è bella al di fuori e dentro ha la magagna, cioè Tutto ciò che ha apparenza di buono non è sempre buono.
Voxe vexiñe: luxe; luxea; luxerna; luxente; luxernâ; luxî; luxinga; luxingâ; luxingatô; mâ; macâ.