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LIGU.RE

cheuxe

(stòr. chêuxe)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 215–216.

  • v. a. Cuocere: Propriam. L’azione che fa il fuoco nelle cose materiali tra lo scaldare e l’abbruciare; ma comunem. dicesi dell’Apprestare i cibi per mezzo del fuoco affine di renderli più acconci al nutrimento e più grati al palato.
  • Cuocere, per L’azione fatta dal calor del sole nel disseccar la terra, la pelle o altro: Gh’é un sô chi cheuxe e çervelle; Vi batte un sole che cuoce il cervello.
  • — Usato in senso neut. dicesi dell’Essere una cosa sottoposta all’azione del fuoco per farla acconcia a esser mangiata: A menestra a cheuxe; La minestra cuoce.
  • — à feugo lento; Cuocere a fuoco lento o a piccolo fuoco.
  • — à feugo vivo; Cuocere a fuoco gagliardo o a fuoco vivo.
  • — co-o feugo sotta e sorva; Cuocere col fuoco sopra e sotto, Cuocere fra due fuochi, Cuocere sotto tèsto o Sottestare, vagliono Cuocere colla bragia posta sopra il testo (covercio de tæra) oltre quella ch’è sotto il vaso.
  • — tròppo asbriou; Arrabbiare, dicesi delle Vivande quando sono cotte in fretta e con troppo fuoco.
  • Fâla boggî e mâ cheuxe; Farla bollire e mal cuocere V. Boggî.
  • Mette a testa a cheuxe; Mettere il cervello a partito, vale Far senno e pensare di proposito a’ casi suoi.

Voxe vexiñe: cheunnao; cheuppia; cheuscia; cheutta; cheutto; cheuxe; chì; chichinger; chiffaro; chiffel; chiggia.