carbon
(stòr. carbōn)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 185.
- s. m. Carbone: Legno d’albero di bosco, arso e spento prima che incenerisca, e che serve per riaccendersi ad uso di cucina, fabbriche, ecc.; riacceso, fa gran calore, e non dà fiamma nè fumo.
- Carbonaja: Carcere oscuro ed angusto: L’an misso a-o carbon; L’hanno messo alla carbonaja.
- — de pria; Carbon fossile o Carbone di terra: Materia infiammabile che si trova nelle viscere della terra, e che è composta di terra, di pietra, di bitume e di zolfo. Si estrae dalle cave, produce un calore vivissimo e che lungamente conserva; ed è molto usato per le fucine e per le macchine a vapore.
- — doçe; Carbon dolce: Carbone di legna dolce, cioè tenera e leggera, come di pioppo, d’ontano, di salcio.
- — fòrte; Carbone forte: Carbone fatto di legna dura e pesante, per es. di rovere, di cerro, di leccio o d’altra quercia.
- À mesua de carbon V. questo modo alla sua sede alfabetica.
- Cagâ into carbon V. Cagâ.
- Cantiña do carbon; Carbonaja: Stanza ove si conserva il carbone ad uso di cucina.
- Canto do carbon; Buca del carbone V. Canto.
- Mocco de carbon; Fumajolo, e più comunem. Fumacchio: Legnuzzo o Carbone malcotto, che, per non essere interamente affocato, manda fumo.
- O l’é comme o carbon de nisseua, s’o no bruxa o tenze; È come il carbone che scotta o tinge, dicesi proverb. di Chi per ogni lato fa male altrui.
Voxe vexiñe: carattere; caratterista; caratterizzâ; caratto; caravana; carbon; carboncio; carbonê; carbonea; carboniggia; carbonizzâ.