LIGU.RE

patî

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 576.

  • v. n. Patire: Soffrire, Provar afflizione, dolore, molestia, rincrescimento.
  • Patire, dicesi anche di Checchessia che riceva patimento e danno in se stesso: A campagna, ō gran, a mûagia a l’ha patïo; La campagna, il grano, il muro ha patito.
  • — Per Essere o Andare soggetto: Questa regola a nō patisce ecceziōn; Questa regola non pate eccezione.
  • Guastarsi, e dicesi di vivande e simili. Parlandosi di carne, Immezzire, Immezzare, Invietire, Invietare: Divenir vieto, rancido, stantio.
  • — d’ûn mâ; Patir d’un qualche male, come di stomaco, di renella, di malcaduco, ecc., vale Essere sottoposto ad una di queste malattie.
  • — ō chêu de fâ ûnn-a cosa; Star sul cuore di far checchessia, vale Averne pensiero grandissimo.
  • — ō freido, ō cädo, a famme, a sæ, ō sêunno; Patir il freddo, il caldo, la fame, la sete, il sonno e simili, vale Essere afflitto e incomodato da essi.
  • — per mâ; Mareggiare, dicesi d’Aver quel travaglio di stomaco, che molti ricevono dal navigare.
  • Chi ghe patisce se faççe chinâ in tæra; Chi l’ha per mal si scinga V. Chinâ.
  • Patìghe; Aver a male o per male, vale Ricevere con indignazione checchessia, Averne dispiacere.
  • Vegnî da patî; Venir meno, Svenire: Smarrire gli spiriti.
  • s. m. Sfinimento, Svenimento: Smarrimento di spiriti, Abbandonamento di forze.

Voci vicine: paternale; paternata; paternitæ; paternostri; patesciò; patetta (in); patî; pätïe; patïo; patimento; patiretto; patiscimini.