LIGU.RE

ommo

Fonte: G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 547–549.

  • s. m. Uomo, antic. Omo: Animale dotato di ragione e di favella, fatto ad immagine e somiglianza di Dio.
  • Uomo, per Ciascuno: G’han dæto ûn franco pe ommo; Diedero loro un franco per uomo.
  • — per Marito: Eì visto ō mæ ommo? Avete visto il mi’ uomo?
  • — per Drudo, Bertone.
  • — per Agente o Colui che fa i fatti e che tratta i negozj di qualcuno.
  • — per Soldato.
  • — per L’immagine dell’uomo, Figura rappresentante un uomo: Un ommo de tæra, de legno, de çju, ecc.: Un uomo di terra, di legno, ecc.
  • — a cavallo; Uomo a cavallo, Soldato a cavallo.
  • — a cavallo, sepōrtûa averta; Uomo a cavallo, sepoltura aperta, ovv. Chi corre in posta, scherza colla morte. Prov. dinotante Essere cosa pericolosa lo andare a cavallo.
  • — ä man; Uomo alla mano, vale Uomo cortese, affabile.
  • — asperto; Uomo raffinato, vale Sagace, Accorto.
  • — avvisôu mezo salvôu V. Avvisôu.
  • — bōn a ninte; Pan perduto, dicesi d’Uomo che sia buono a nulla.
  • — brûtto cōmme ō peccôu; Bertuccione: Uomo brutto e contraffatto.
  • — capaçe a fâ de tûtto V. Capaçe.
  • — cattivo; Uomo di mal affare, vale Scellerato, Malvagio.
  • — che ghe piaxe ō divertîse; Uomo de’ suoi piaceri.
  • — chi fa poche parolle V. Ommo de poche parolle.
  • — chi ha da testa; Uomo di buona testa, vale Persona di consiglio e prudenza.
  • — chi ha dō chêu; Uomo di petto, si dice ad Uno che sia costante, prode, coraggioso, ed atto a sostenere qualsivoglia difficile impresa ed a riuscirne con onore.
  • — chi se ne va ä bōnn-a; Uomo alla buona, dicesi d’Uomo schietto, senza malizia e senza cerimonie, nemico del lusso e delle borie.
  • — chi se ne va all’antiga; Zazzerone: Uomo di costumi all’antica.
  • — cōmme se dé; Uomo aggiustato, savio, regolato, ammodato, prudente, discreto, considerato.
  • — d’abilitæ; Uomo di recapito, cioè d’abilità e di riputaz., Capace di ben eseguire qualunque cosa.
  • — da appende i vestî; Attaccapanni, Attaccavestiti, Servitore, Cappellinajo. In Firenze dicesi comun. Servitore l’Attaccapanni che è formato di grucce (cartelle) conficcate in un’asta che si regge su tre o quattro piedi; e Cappellinajo l’Attaccapanni che si affigge al muro ed è munito di piuoli ed anche di grucce, cui s’appendono i cappelli o i vestiti.
  • — da cûxoeì; Uomo da sarti: Macchina di legno in figura quasi d’uomo, su cui i sarti provano così alla grossa gli abiti da uomo.
  • — da gexa; Scaccino: Chi per le chiese è deputato a spazzarle, aprirle e serrarle, tenere in ordine le panche, scacciar cani (da che prende il nome) e far altri minuti servigi. Voce d’uso toscana.
  • — de bōn chêu; Uomo di buon cuore, vale Sommamente buono, ed anche Liberale, contr. d’Avaro.
  • — de bōn fōndo; Uomo di buon’indole.
  • — de bōnn-a pasta; Uomo di buona pasta, Uomo dolce: Che è di benigna e docile natura.
  • — de bōnn-a testa; Uomo di buona testa, vale Persona d’ingegno.
  • — de bōn naso; Uomo che ha buon naso o che ha naso: Uomo sagace che prevede le cose da lontano.
  • — de cartapesta; Rastiapavimenti, Spulcialetti, Saccardello, Spolveramura: Uomo vile e dappoco.
  • — de cōnscensa; Uomo di buona coscienza, vale Uomo retto, coscienzioso, dabbene.
  • — de consciderazîōn; Uomo di considerazione, di stima, di riguardo, di rispetto.
  • — de conto; Uomo di conto, Uomo di pezza, vale Uomo da farne stima, Persona autorevole.
  • — de due facce; Tecomeco, Tamburino, Uomo di due facce V. Faccia.
  • — de etæ; Uomo d’età, Uomo attempato, cioè Che si accosta alla vecchiezza, Longevo, Moltilustre.
  • — de færo; Uomo di ferro, vale Uomo di natura gagliarda e robusta, Uomo instancabile.
  • — de gaibo; Uomo di garbo V. Gaibo.
  • — de gexa; Chiesolastro, Chiesolastrico: Colui che frequenta continuamente le chiese; altrim. Santése, Lustrapredelle.
  • — de gran chêu; Cuor di Cesare, vale Splendido, Generoso.
  • — de lignêua; Uomo assestato, aggiustato, di garbo, di buon conto, di recapito, ecc.
  • — de mâ; Uomo di mare, vale Che è usato a navigare.
  • — de mōndo; Uomo di mondo o scaltrito; e comunem. Persona conversativa, Uomo di lieta vita.
  • — de mōntagna; Uomo di montagna, Montanaro.
  • — de nervi dōggi V. Dōggio add.
  • — d’önô; Uomo d’onore.
  • — de paggia; Uomo di paglia, propriam. Uomo che non è in sostanza, ma che vien finto; figur. dicesi di Uomo da nulla, che anche dicesi Uomo di fieno, Uomo di stucco o di vetro, Barba di capecchio.
  • — de parolla; Uomo della sua parola, vale Che mantiene la sua promessa.
  • — de paxe; Uomo di pace, vale Uomo pacifico, quieto, amator della pace.
  • — de poche parolle; Uom cheto, Uom di poche parole, cioè che favella poco.
  • — de recatto; Uomo aggiustato, dicesi di Chi si governa nelle sue azioni con misura e senno, Uomo regolato.
  • — de sò vitta; Uomo di sua vita, cioè robusto, coraggioso, che sa pararsi le mosche dal naso.
  • — de testa cäda; Uomo rotto, impetuoso, vale Precipitoso e subito nell’ira.
  • — de testa quaddra V. sopra Ommo chi ha da testa.
  • — de villa; Uomo di contado, Contadino.
  • — fæto; Uomo fatto, cioè che ha passato l’adolescenza, ma non è giunto alla vecchiezza.
  • — lindo; Uomo schietto, vale sincero, leale, non finto, ingenuo, aperto, libero, candido, semplice, senza simulazione, ecc.
  • — mezo matto; Uomo aromatico, cioè fantastico, stravagante.
  • — regaggïo; Uomo prosperoso V. Regaggïo.
  • — regolôu; Uomo assestato, Uomo ammisurato.
  • — retiôu; Uomo ritirato, cioè che conversa e usa poco cogli altri.
  • — sarvægo; Sornione: Uomo aspro, ruvido, e poco inclinato a fare servizj.
  • — Uomo salvatico: Scimmione grosso e che molto va su ritto come l’uomo.
  • — sccetto V. sopra Ommo lindo.
  • — testardo; Uomo di testa, Uom testereccio, testacciuto, cocciuto, ostinato, caparbio.
  • — traverso; Uomo atticciato, tarchiato, fatticcio, vale Di grosse membra, Ben complesso.
  • Bell’ommo! Buon uomo! Modo di chiamare uno di cui non si sappia il nome.
  • Bōn ommo! Buon uomo, vale Uomo dabbene; e talora per ironia dicesi ad Uomo scipito, di poco senno, che anche si dice Uomo dolce o dolce di sale.
  • Çimma d’ommo; Cima d’uom V. Çimma.
  • Ëse ûn ommo; Essere un uomo: Esser persona di stima o di conto, Esser eccellente, Aver molta abilità.
  • Fâ da ommo; Fare da uomo, vale Operare virilmente.
  • Fâ ûn ommo; Far un uomo, vale Condurre uno alla perfezione.
  • Fâse ommo; Farsi uomo, vale Diventar uomo; e talora Incarnarsi, Prender la natura umana, e dicesi più spesso della Seconda Persona della Trinità.
  • — ûn ommo; Farsi un uomo, vale Diventare uomo di conto, savio, esperto, valoroso, ecc.
  • I ommi nō se mezûan a parmi V. Mezûâ.
  • I bêu pe-e corne e i ommi pe-a lengua V. Bêu.
  • L’ommo e ō porco ō se peiza quand’ō l’é morto..... Prov. che non ha corrispondenza ital., e che usasi dire Quando una persona creduta ricca in vita, allor che è morta si viene a conoscere l’opposto: Al batter del martello si scuopre la magagna, Il fine dimostra la cosa.
  • Mettise in sce l’ommo; Metter cervello, vale Cominciare ad usar prudenza.
  • Mez’ommo; Semi-uomo; e talora Piccinaco.
  • Nō gh’é nisciûn ommo a-o mondo chi ecc.; Non avvi uomo nato che ecc., cioè Non avvi nessuno.
  • O l’é ûn ommo da nō fâne capitale; Non è terreno da porci vigna, cioè Non è uomo da farne capitale.
  • Perla d’ommo; Perla d’uomo o Perla di galantuomo (uso tosc.), Uomo specchiato, Uomo quadrato.
  • Tûtt’ommo; Tutt’uomo, Ciascuno, Chicchessia.

Voci vicine: ōmbrinn-a; ōmbrissallo; omette; omisciōn; ommetto; ommo; öna; ondezzâ; ondezzôu; onestæ; onestin.