oiva
Fonte: G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 547.
- s. f. Oliva e Uliva: Coccola verdiccia, ma che nel maturare nereggia, e dalla quale, maturata, cavasi l’olio. L’albero dicesi Olivo e Ulivo (Olea europæa).
- Oive cö verme; Ulive abbechite V. Abbegôu.
- — de Spagna; Ulive orfane: Sorta d’ulive più grosse delle comuni, non da far olio, ma da mangiare acconce in salamoja.
- — in sarmoïa; Ulive conce o acconce: Ulive tuttora verdi, cioè immature, tenute qualche tempo nel ranno o nell’acqua di calce per indolcirle, poi in acqua frequentemente rinnovata, quindi conservate in salamoja.
- — secche; Ulive salate: Ulive raccolte quando son vaje, salate e disseccate.
- Franze o Maxinâ i oive; Frangere, Infrangere, Macinare: Acciaccar le ulive colla màcina. — Dicesi Infrantojata e anche Macinata Quella quantità d’ulive che s’infrange in una volta.
- Pastōn d’oive; Pasto, Pastone: Ulive macinate e ridotte come in pasta.
- Verme di oive; Beco: Piccolo verme che rode e guasta le ulive.
Voci vicine: ognûn; oggezzâ; oggiâ; ohu!; oinâ; oiva; oivâ; olonn-a; oltrepassâ; ōmbrella; ōmbrezzâ.