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LIGU.RE

nuvea, nuvia

(stor. nûvea, nûvia)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 542–543.

  • s. f. Nuvola, Nuvolo, Nugola, Nugolo e poet. Nube: Una quantità insieme di vapori innalzati nell’aria, cui adombrano, e che per lo più si risolvono in pioggia.
  • Nuvolo e Nugolo, figurat. per Subbisso ossia Quantità grande di checchessia, e propriam. di volatili, che in questo senso dicesi meglio ancora Folata o Stormo d’uccelli.
  • Nuvolo e Nuvolame, per simil. si dice di Quello intorbidamento che si genera ne’ liquori per qualunque cagione.
  • — per Quell’annebbiamento che discende dalla pupilla nell’occhio e ne offusca la vista, che più propriam. dicesi Bagliore.
  • In m. b. e del gergo dicesi per Pastrano, Ferrajuolo, Mantello: Ancheu o s’à misso a nuvia; Oggi s’è messo il mantello.
  • Cazze da-e nuvie; Cascar dalle nuvole, dicesi figurat. per dinotare gran meraviglia di cosa avvenuta contr’ogni nostra espettazione.
  • Ëse inte nuvie; Aver l’occhio a’ nugoli, figur. vale Essere astratto, Non badare.
  • Quande e nuvie van a-o mâ, piggia a sappa e va à sappâ; quande e nuvie van a-o bosco, piggia o cabban e caccitelo adòsso; Quando i nuvoli ovv. Quando l’oche vanno al mare, to’ una vanga e va a vangare; quando i nuvoli vanno in su, to’ una seggiola e siedi su. Prov. contad. che vale Le nuvole spinte dai venti al mare sono presagio di serenità, e viceversa quando vengono spinte verso i monti.
  • Quantitæ de nuvie; Nuvolaglia.

Voci vicine: nucca; nuddo; numerâ; numeraçion; nuo; nuvea, nuvia; nuviassa; nuvieta; nuvio; oa; oâ.