LIGU.RE

morte

Fonte: G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 527.

  • s. f. Morte: La cessazione della vita di qualunque animale; e parlandosi dell’uomo, più propriam. Separazione dell’anima dal corpo.
  • Morte, per La figura con cui si rappresenta la morte, che è uno scheletro umano armato di falce.
  • — Nel giuoco dell’oca Quel sito dove chi arriva paga e ricomincia da capo.
  • — improvvisa; Morte subitanea: Quella che accade tutta ad un tratto, come d’apoplessia e sim.
  • — natûrale; Morte naturale, si dice di Chi è morto di suo male, cioè d’infermità o di vecchiaja.
  • A morte a l’arremedia a tûtto; La morte pon fine a tutti i guai, La morte medica tutti i mali; Chi muore esce d’affanni.
  • A morte a l’arriva quando meno se ghe pensa; La morte e l’acqua vengono presto.
  • A morte a non ammïa in faccia a nisciûn; La morte è cieca, cioè La morte atterra indistintamente e giovani e vecchi.
  • Ëse co-a morte ä gôa; Essere colla morte in bocca o Essere in bocca alla morte, cioè in grandissimo pericolo di morire.
  • — in pericolo de morte; Tener l’anima coi denti: Essere in pericolo di morte o per infermità o per decrepitezza.
  • — in punto de morte; Essere in punto o in articolo di morte, Essere al lumicino o al confitemini, vale Essere in sull’estremo della vita.
  • Fâ ûnn-a bōnn-a o ûnn-a santa morte; Far buona morte: Morir bene, con sentimento di pietà.
  • Megioamento da morte; Miglioramento della morte: Crisi larvata che spesso lascia a sperare riavimento di salute alla vigilia di morire.
  • Odiâ a morte ûnn-a persōnn-a; Odiare uno a morte, cioè infino alla morte.
  • Paeì a morte; Parer la morte o la morìa, dicesi di Chi è estremamente estenuato.
  • Sentensa de morte; Sentenza di morte, Sentenza capitale.

Voci vicine: mortâ; mortâ (peccôu); mortadella; mortaletto; mortalitæ; morte; mortificâ; mortificaziōn; mortin; morto; mortöio.