crosta
(stor. crōsta)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 280.
- s. f. Crosta: Quella coperta d’umori riseccati, che si genera naturalmente sopra la pelle rotta e magagnata; altrim. Schianza, Stianza e dottrinalm. Escara.
- Crosta, per similit. Tutto ciò che s’indurisce o s’attacca nella superficie d’alcuna cosa.
- — Da’ Pittori dicesi Ciò che si stacca dalle pitture.
- Lenzuola, Letto. Modo basso e figur.: O l’é ancon sotta a-e croste; Egli è ancora a letto, cioè Sotto le lenzuola.
- — da muagia; Intonaco, Intonico V. Ingarbâ.
- — da rogna; Piastra; Quella crosta che fa la rogna.
- — de lasagne, taggiæn, torta, ecc.; Sfoglia, dicesi Un pezzo di pasta reso piano, largo e sottile per mezzo dello spianatojo (cannello da meisoa), intorno a cui s’avvolge, il quale poi, tagliato in differenti forme, serve per far lasagne, tagliolini, corzetti, torte, ecc.
- — do formaggio; Crosta del cacio: Quella che ricopre la forma del cacio. Se è dura dicesi anche Roccia, specialmente quando è coperta di sudiciume morchioso; se è tenera si dice Buccia.
- — do pan; Crosta o Corteccia del pane: La parte esterna del pane indurita dalla cottura.
- Fâ o Tiâ a crosta; Fare o Tirare la sfoglia V. sopra Crosta de lasagne, ecc.
- Levâ a crosta; Scrostare.
- Pin de croste; Crostoso, Crostato: Pieno di croste.
Voci vicine: crocifisso; crocifizze; croppa; croscê; croscie; crosta; crostin; crotton; crovâ; crovata; crovî.