cado1
(stor. cädo)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 161.
- s. m. Caldo, Calore: Quel sentimento che in noi vien prodotto dalla presenza del fuoco o dall’aumento del calorico.
- Caldo e Calore, figurat. vale Fervore, Impeto, Vigoria: Into cado da zoventù, da battaggia, ec. Nel caldo o nel calore della gioventù, ecc.
- — e freido; Caldana, Scalmana, Scarmana, e nell’uso Caldo e freddo: Infermità o Specie d’infreddatura, cagionata da subito raffreddamento dopo essersi riscaldato.
- — naturale; Calor naturale: Quello che si sviluppa continuamente dal corpo degli esseri viventi.
- Avei cado; Aver caldo, Sentirsi caldo.
- Chi para freido para cado; Quel che ripara lo freddo, ripara lo caldo. Proverbio degli Spagnuoli, i quali portano il mantello tutto l’anno. Pare un paradosso, eppure è vero per cagion fisica. Una casa colle mura grosse è buona egualmente per l’inverno e per l’estate; chi porta lana addosso, sente meno freddo l’inverno, e meno caldo l’estate.
- Fâ cado; Far caldo, Esser caldo, oltre il signif. proprio, usasi anche figurat. e vale Esser alle mani, Far guerra, Combattersi, Picchiarsi, Percuotersi: Ghe fa cado; E’ si picchiano.
- Lampi de cado; Vampi di caldo.
- Mette ò Tegnî in cado; Mettere o Tenere in caldo, dicesi delle Vivande o simili, che si lasciano sulle brage per mantenerle calde.
- No avei ni cado ni freido inte unna cösa; Non aver nè caldo nè freddo in una cosa, ovv. Non farti nè freddo nè caldo una cosa, vale Non averci interesse alcuno, Non premerti, Esserti indifferente.
- No avei manco de cado sotta a lengua; Essere spiantato, Essere arso, Essere nell’estrema povertà, Essere assolutamente privo d’ogni mezzo di fortuna.
- O cado e o freido, i ratti no se ô mangian; Nè caldo, nè gelo restò mai in cielo. Prov. di chiaro significato.
cado2
(stor. cädo)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 161–162.
- add. Caldo: Che ha calore, contr. di Freddo.
- Caldo, metaf. vale Che ha il vigore, il brio e gli ardenti effetti della giovinezza.
- — per Accalorato, Voglioso, Desideroso, Cupido.
- — per Accaldato, Messo in ardenza: Cado da-o vin; Caldo dal vino.
- — boggio; Caldo caldo, cioè Recentissimo, Fatto d’allora, ed anche Molto caldo, Caldissimo.
- — Usato come avv. vale Subitamente, Di subito, Subito subito: O gh’é andæto cado boggio; E’ v’andò subito subito.
- À sangue cado V. questo modo alla sua sede alfabetica.
- Aveila cada; Averla calda, dicesi nell’uso dell’Ammalarsi e morire in brevissimo tempo.
- Batte o færo fin ch’o l’é cado; Battere il ferro mentr’egli è caldo V. Batte.
- Beseugna piggiâne de cade e de freide; Bisogna al mondo pigliarne delle calde e delle fredde. Prov. nostro, che dicesi abbia avuto origine da un cotal Cicopero, ricco ed avaro patrizio, il quale andando a passeggiare per la città solea caricarsi di qualche pietra o mattone per valersene nelle sue case, che un bel dì abbrancata una pietra, che alcuni maligni aveano apprestata rovente al suo passaggio, non ostante che si scottasse le mani e malamente s’ingegnasse a tenerla sotto, non volle lasciarla, borbottando a coloro che ridevano: Doversene al mondo prendere delle calde e delle fredde.
- Dâne uña cada e uña freida; Darne una calda e una fredda, vale Dire la cosa ora in modo da consolare, ora da attristare.
- Ëse cado; Esser in caldo, vale Essere in amore, in lussuria, e dicesi de’ cavalli, de’ cani e d’altri animali; parlandosi di Cagna, dicesi Essere a cane.
- I lençeu cadi fan mangiâ e suppe freide; Il caldo de’ lenzuoli non fa bollire la pentola, ovv. Il letto caldo fa la minestra fredda. Prov. chiaro ad ogni intelligenza.
Voci vicine: cädeta; cädiâ; cädiæa; cädion; cädionetto; cado; cädua; caduto (mâ); caega; caegâ; cæña.