refrescumme
(hist. refrescümme)G. Olivieri, Dizionario genovese-italiano, Giovanni Ferrando 1851, pp. 380–381.
- Lezzo, certo spiacente odore che mandano talora i piatti, le tazze e i bicchieri o mal lavati o non bene sciaguattati in acqua chiara, specialmente quando in essi sia stato o abbiano toccato pesce, cacio, uova o latte. Il lezzo è un odore che dispiace, il quale non nasce da corpo corrotto, come è quel puzzo che nasce da una carne troppo frolla, o altra cosa marcia o fracida, che si dice stantia; ma è odore naturale e procede, oltre a quello che abbiamo detto, da sudore o da altra evaporazione, che getta un corpo, benchè non sia corrotto, onde quello che si sente dal becco, e dalla capra vivi, si dice lezzo, e quello che si sente da’ medesimi, quando son morti e corrotti si dice puzzo o fetore o sito di stantio. Lezzo in Toscana oltre a dinotare ciò che noi diciamo refrescumme, dinota anche lordura. Lezzume è molto lezzo raccolto; e dicesi non dell’effetto, ma della causa, cioè del sudicio ributtante. Questa xatta a sa de refrescumme, questa scodella sa di lezzo. Il Firenzuola disse sito del pesce.
Neighbouring lemmas: refiaggia; refreidâ; refreidâse; refreidou; refreidô; refrescumme; refollo; regaggio; regallia; regäsâ; regäsâse.