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LIGU.RE

euio

(hist. êuio)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 345–346.

  • s. m. Olio ed Oglio: Liquore grasso e untuoso che si cava dalle ulive e da altre sostanze vegetabili, o da animali. Ve n’ha di due generi: l’Olio fisso e l’Olio volatile. Il primo si fa per via della compressione, l’altro per via della distillazione. Dicendo Olio senz’aggiunto, s’intende Olio d’uliva. Gli altri Olii si distinguono indicando qualche loro proprietà, come Olio volatile, essiccativo, ecc.; o la materia donde son tratti, come Olio di lino, Olio di noce, di ricino, ecc.
  • — d’amandoa doçe; Olio di màndorle dolci: Liquido tratto per distillazione dalle màndorle; è quasi senza odore, di sapore dolcigno, di colore giallognolo, alcuna volta verdiccio; è ammolliente, addolciente, vermifugo, purgativo.
  • — da bruxâ; Olio da ardere, Olio da lumi: Olio comune, cioè D’infima qualità.
  • — ch’o l’à a laña; Olio ammuffito, ammuffato, muffato, muffito, colla muffa.
  • — de gomio; Stento o Fatica di braccia. Dicesi per ischerzo di Lavoro che richiegga fatica e continuo movimento di braccia, e per lo più Fregare gagliardamente, Stropicciare e simili.
  • — de lin; Olio di lino o di linseme: Olio che si cava dai semi del lino, utile a molte arti, o per tinte o vernici.
  • — de merlusso; Olio di merluzzo: Olio che si cava dal fegato del merluzzo; e fassene grand’uso in medicina nelle malattie di petto.
  • — de noxe; Olio di noce, ed anche Noce assolutamente: L’olio cavato dalle noci, il qual serve a’ pittori per dipingere, macinando e stemperando con esso i colori.
  • — de pescio; Olio di pesce: Olio che si cava dal tonno o da altri pesci grossi, e serve ai conciatori di pelli ed untori per ugnere ed ingrassare le pelli e i corami. Usasi ancora per guarire i tagli ed altre ferite.
  • — de ravisson; Olio di ravizzone, di rapaccione o di rapaccio: Olio cavato da’ semi del ravizzone (napus sylvestris); il suo colore è giallo, il suo odore non è spiacevole, ed è buono a mangiarsi.
  • — de ricin; Olio di ricino: Olio purgativo di grande uso in medicina, che si estrae dai semi del ricino (ricinus communis); altrim. Olio di palma Christi, e, secondo il Mattioli, Olio di cìcino.
  • — de rövee; Bastonate, Legnate. Modo figur. e scherzevole: Pe astallâlo ghe veu de l’euio de rövee; Per ridurlo a dovere, ci vogliono delle legnate.
  • — de sascio; Olio di sasso, Olio petroleo, Nafta impura: Liquore bituminoso e infiammabile che distilla da alcune rupi, o si raccoglie alla superficie di alcuni laghi. Ha un odore penetrante e nauseante. Adoperavasi già per le frizioni, come risolvente, stimolante, nei dolori e nella paralisi.
  • — de sesamo; Olio di sesamo o di sisamo o di giuggiolena: Olio buono a mangiarsi, che si cava per via di compressione dai semi del sésamo.
  • — de tancoa; Olio di scorpione, dicesi Quello in cui siasi fatto morire uno o più scorpioni; ed è tenuto dal volgo come rimedio alle morsicature degli scorpioni, per guarire i tagli ed altre ferite.
  • — d’oiva; Olio d’uliva (comune, fino, sopraffino).
  • — santo; Olio santo o da infermi, L’estrema unzione: Quel sacramento della Chiesa che si somministra ai moribondi, così: Dâ l’euio santo; Dar l’olio santo, vale Amministrare il sacramento dell’estrema unzione.
  • — vergine; Olio vergine: Quell’olio che si trae da ulive non riscaldate.
  • Avei piggiou l’euio; Esser di cattivo umore, Aver la luna a rovescio, Esser crojo, adirato, imbronciato e simili. Modo basso e figurato.
  • Bottiggette de l’euio; Ampolle V. Boccette.
  • Brutto d’euio; Oliato, detto di fiasco o bottiglia, vale Rimasto untuoso per esservi stato l’olio.
  • Cazze l’euio in sciâ fava; Balzar la palla o Balzar la palla in mano, si dice del Venir l’occasione opportuna di far checchessia; che anche dicesi Cascar il cacio sui maccheroni.
  • Ciastra d’euio; Frittella o Frittello V. Ciastra.
  • Dipinze à euio; Dipignere a olio V. Dipinze.
  • Ëse à l’euio; Essere in pernecche. Modo figur. e vale Esser ubbriaco.
  • — mezo à l’euio; Esser alticcio, cotticcio, brillo, ciùschero: Esser alquanto alterato per aver soverchiamente beuto.
  • Finché gh’é de l’euio into lumme; Finchè c’è fiato o vita. Modo figurato.
  • Mâ carmo comm’euio; Mar zitto com’olio, vale Mar tranquillissimo, placidissimo.
  • Mancâ l’euio inta lanternetta; Essere al lumicino o alla candela, Essere la candela al verde, dicesi figurat. per Essere prossimo a spirare.
  • Mette de l’euio into lumme; Rifornir la lucerna: Rimettervi dell’olio.
  • Moî sensa sâ e sens’euio; Morir senza confessarsi e comunicarsi, ed anche Morir all’improvviso. Modo bassissimo.
  • Noxe chi à l’euio; Noce oliata o oliosa: Quella guastata in modo che sembra essere inzuppata nell’olio.
  • Pelle d’euio; Soggettino, Cavezza, Grama lana, dicesi figur. d’Uomo astuto e ribaldo; e talora in senso più mite, Pigro, Poltrone, Infingardo, Fuggifatica.
  • Quello chi vende euio; Oliandolo: Colui che vende olio al minuto; dicesi anche Ogliaro, ma meno usitato.
  • Voei stâ a galla comme l’euio; Star come l’olio, dicesi figurat. del Volere sempre soprastare ed essere a vantaggio.
  • Tonno inte l’euio; Tonno sott’olio V. Tonno.

Neighbouring lemmas: euggiâ; euggiadiña; euggin; euggio; euiamme; euio; euiou; eutto; euttoçento; euvei (d’); euvetto.