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LIGU.RE

erbo

(hist. erboo)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 336.

  • s. m. Albero, Arbore, antic. Alboro e Albore: Nome generico di tutte le piante che hanno un fusto ritto, grosso, legnoso, il quale nella parte superiore si spande in rami a guisa di braccia o in una chioma di frondi aperte.
  • Albero, in Marin. dicesi Quel grosso e lungo pezzo di legno, ordinariam. d’abete, di forma cilindrica, alzato sopra i bastimenti per portare i pennoni e le vele.
  • — Nelle Arti e Mestieri dicesi Una grossa trave, la quale corredata di lieve o bocciuoli, col mezzo d’una ruota, mossa per lo più a forza d’acqua, serve a comunicare il moto a diversi ingegni.
  • — alluppou; Albero fradicio: Quello che è stato guasto dall’umidità.
  • — chi no fa fruto o se taggia; Alber che non fa frutto, taglia taglia. Dettato prov. assai chiaro.
  • — de diaña; Albero di saturno: Cristallizzazione del piombo a maniera di vegetazione, o piuttosto di lamine aggruppate, ottenuta col precipitare questo metallo dal suo acetato per mezzo dello zinco.
  • — de famiggia; Albero o Albero genealogico, dicesi per similit. alla Genealogica descrizione della famiglia posta per ordine di discendenza.
  • — de Giudda; Albero di Giuda, Albero di Giudea, Siliquastro. T. bot. Cercis siliquastrum. Albero che si distingue per le foglie reniformi, articolate o lisce. Il vivace colore dei suoi fiori dà gran bellezza ai boschetti artifiziali, non che alle foreste; il suo legno, venato di nero e di verde, prende buon pulimento. Nasce nella Liguria confinante colla Toscana, nelle maremme sanese e pisana, nei dintorni di Roma e di Bologna, e nel territorio napolitano.
  • — do franzou; Albero del frantojo V. Franzou.
  • — do fuso; Albero della piramide. T. degli oriol. Pezzo d’acciajo, sulla cui estremità quadra superiore s’impianta la chiave per caricar l’orologio.
  • — do ghindao do bugatto; Albero del burattello V. Ghindao.
  • — do moin; Fùsolo: Quel perno di legno che regge la màcina del mulino.
  • — do tambuo; Albero del tamburo. T. degli orol. Asticciuola cilindrica d’acciajo con più riprese o scalini, la quale attraversa il tamburo nella direzione dell’asse V. Tambuo do releuio nella voce Tambuo.
  • Briccollâ un erboo; Scapezzare, Scapitozzare, Scoronare V. Briccollâ.
  • Da l’erboo se conosce i fruti; Gli asini si conoscono al basto. Dettato proverb. che vale Le qualità dell’animo si conoscono dall’esterno.
  • Fâ l’erboo; Far quercia o querciola: Star ritto col capo in terra e co’ piedi in aria.
  • O no treuva erboo da impiccâse; E’ non trova basto che gli entri, si dice di Persona che non si contenta mai di nulla; che qualunque partito gli si proponga, su tutti trova da ridir qualcosa; o che, andando in cerca d’un oggetto, nol trova mai di qualità da mostrarsene soddisfatta.
  • Pe un colpo no cazze un erboo V. Colpo.
  • Remondâ un erbo; Dibruscare, Dibrucare un albero, vale Tagliarne i rami inutili e seccaginosi.

Neighbouring lemmas: erbegge; erbetta; erbette; erboettin; erboetto; erbo; erco; ereditâ; ereditæ; ereditea; erexia.