corte
(hist. cōrte)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 270.
- s. f. Corte: Palazzo de’ principi e La famiglia stessa del principe.
- Corte, per Luogo dove si tiene ragione, e per Gli ministri ed esecutori di essa.
- — per Quello spazio scoperto in mezzo delle case onde si piglia il lume.
- — d’appello; Corte d’appello: Tribunale superiore, cui è demandata la facoltà di confermare, riformare e, a seconda de’ casi, anche cassare la decisione del giudice o tribunale inferiore.
- — de cassaçion; Corte di Cassazione: Quel supremo tribunale, a cui è demandata la facoltà di annullare una sentenza definitiva pronunciata da un Tribunale d’un ordine qualunque, per infrazione della legge.
- Andâ a-a corte; Andar a corte, si dice di Chi o per nobiltà o per grado sia ammesso nelle Corti a trattamenti privati o solenni che dànno i principi regnanti.
- Fâ a corte; Far la corte; se parlasi di donna, vale Starle attorno servendola, e mostrarsele devoto per ottenere il suo affetto, Corteggiarla, Vagheggiarla, Fare il galante con essa; se parlasi d’uomo, si dice per Mostrarglisi assiduo servitore, Adularlo, ecc. per ottener favore.
Neighbouring lemmas: corsa; corsâ; corscivo; corso; còrso; corte; corteise; cortexia; cortezzâ; cortezzo; cortile.