zugâ à ponzilanza
(stòr. zügâ a punzilanza)G. Olivieri, Dizionario genovese-italiano, Giovanni Ferrando 1851, p. 547.
- Giuocare a guancialin d’oro, giuoco fanciullesco, il quale è fatto così: s’adunano più fanciulli, ed uno si pone a sedere sopra una seggiola, ed un altro se gli pone in ginocchione avanti e posa il suo capo in grembo a quel che siede, e questi gli chiude gli occhi in guisa che non possa vedere chi sia colui che lo percosse in una mano che egli tiene dietro sopra alle reni, dovendo egli indovinare, e colui che gli serra gli occhi, dopo che questo tale è stato percosso, gli dice: chi t’à ponto? ed egli risponde: lansa, l’altro soggiunge: vallo à çercâ in Fransa, e l’altro replica: in Fransa o no gh’é, e gli viene risposto: Vallo à çercâ dov’o l’é. Ed allora quegli si rizza e va a pigliar colui ch’egli crede il percussore, e se indovina ha vinto, e pone il percussore in suo luogo e si fa dare il premio che si deposita in mano a quello che siede, e se non indovina perde il premio che consegna pure al detto sedente e ritorna al luogo di prima per continuare fintantochè indovini, ed alla quarta volta si fa nuova elezione.
Voxe vexiñe: zugâ à biscanbiggia; zugâ à cancaignan; zugâ à fossette; zugâ à man cada; zugâ à pa e despa; zugâ à ponzilanza; zugâ à scondilô; zugâ à tocca tocchin; zugâ à vola vola; zugâ a-e busche; zugâ a-e ciappe.