viçio
(stòr. vissiu)G. Olivieri, Dizionario genovese-italiano, Giovanni Ferrando 1851, p. 538.
- Vizio, propriamente difetto, corruzione in checchessia che il guasti nella sua integrità. Parlandosi dell’animo, è abitudine disonesta, e consiste in dar negli estremi, cioè nel troppo o nel poco; contrario di virtù. Tisi, genere di malattia il cui principio consiste nella suppurazione ed ulcera di qualche parte del polmone, accompagnata sempre da tosse, sputo purulento, febbre etica ed emaciazione; altrimenti, tisichezza. Vezzo, mendo, abitudine, consuetudine. Onde mutar vezzo, il vezzo, cangiar modo, mutar uso. A vorpe a cangia o pei ma i viçi mai, la volpe cangia il pelo ma non il vezzo; chi è malvagio per natura mai non si rimane di malvagiamente operare.
Voxe vexiñe: vinetta; vinçe; vintidoe; visco; visiera; viçio; vissiaddo; vitello da læte; vitta; viovetta; viovezo.