gardo
(stòr. gardu)G. Olivieri, Dizionario genovese-italiano, Giovanni Ferrando 1851, p. 208.
- Cardo, carduccio, il cardo si ricorica e divenuto tenero e bianco si mangia e chiamasi anche gobbo, cardone; il suo fiore è buono a rappigliare il latte per farne cacio, e chiamasi presame, presura, caglio.
Voxe vexiñe: garboa, sgarbia; garbuggio; garbuxiña; garbuxo; gardetto; gardo; gärduggion da goa; gardon; garetta, garitta; gareize; gargarizzâ.