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LIGU.RE

vergheugna

(stòr. verghêugna)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 827.

  • s. f. Vergogna: Atto o Dimostrazione di modesta ingenuità: ed anche Quella perturbazione d’animo che nasce dalla paura del biasimo o del disonore; Timidezza, Peritanza, Rossore, Erubescenza, Pudore.
  • Vergogna, per Disonore, Vituperio, Biasimo, Scorno.
  • — Nel num. del più talora si prende per Le parti vergognose: O mostrava e vergheugne; E’ mostrava le vergogne.
  • Vergheugna! Vergogna! Oibò! Aibò! Interjez. di sprezzo.
  • A l’é unna marsa vergheugna; È una marcia vergogna, È una vergognaccia, vale È un gran disonore, un sommo vituperio.
  • Avei vergheugna; Sentir vergogna, vale Vergognarsi; e talora Aver rossore, peritanza, Peritarsi.
  • Fâ vergheugna; Far vergogna, Tornar a vergogna: Far disonore, Portare scorno.
  • Fâ restâ o Mette in vergheugna unna persoña; Dare o Far vergogna ad uno, vagliono Svergognarlo, Apportargli disonore; e più comunem. Farlo arrossire per lo più collo scoprire o col rimproverargli i suoi difetti, che in tal caso dicesi anche Invergognare uno, Far un frego ad uno, Smaccarlo.
  • Vegnî rosso da-a vergheugna; Fare il viso rosso, Esser pieno di rossore.

Voxe vexiñe: verdexin; verdiña; verdon; verdua; vergadda; vergheugna; vergine; verginitæ; verginon; vergognâse; verificâ.