tòrcio
(stòr. torcio)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 795.
- s. m. Torchio: Strum. a vite da stampare e premere checchessia.
- — da euio, da uga; Tòrcolo, Torcolare e comunem. Strettojo: Macchina da spremere le ulive per cavarne l’olio e le uve per farne vino.
- — da ligatoî da libbri; Strettojo ed anche Torchio: Lo strum. con cui si stringono i libri o altri foglj da raffilare, da tagliare, da tingere o da dorare.
- — da pëtenæ; Ceppo: Strettojo con mattonelle di noce, ad uso di addirizzar le ossa da far pettini.
- — da secca; Torchio: Macchina, colla quale si coniano a vite quelle stesse medaglie e monete che altre volte si coniavano comunem. a staffa o a martello.
- — da stampoei; Torchio tipografico o da stampa: Macchina, con cui i foglj della carta si comprimono sulla forma spalmata d’inchiostro, onde ricevano l’impronta de’ caratteri.
- — da stampoei da rammo; Tòrcolo da rame: Strum. di legname che stringe un rame intagliato sopra la carta, acciò vi lasci l’impressione, per mezzo di due rulli, curri o cilindri, posti per lo piano nel mezzo delle due cosce di esso tòrcolo.
- — do letto; Lettiera V. Scaffo do letto.
- — litografico; Torchio litografico: Quello adoperato per la litografia.
- Ëse sotta o tòrcio; Essere sotto il torchio, detto di opere, di libri e sim., vale Starsi stampando.
- Mette in tòrcio; Mettere in torchio, in term. di Stamperia vale Trasportare le pagine o le forme dal vantaggio o dalle assi sul torchio, onde, disposte per ordine di numeri e intelajate, poterle stampare.
Voxe vexiñe: torcea; torcetto; tòrcia; torciâ; torçimento de cheu; tòrcio; torçitua; torcoliere; tordeuia; tordo; tore.