prexon
(stòr. prexōn)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 617.
- s. f. Prigione: Luogo pubblico dove si tengono serrati i rei o coloro che sono creduti tali; altrim. Carcere, e scherzev. Domo petri, Catorbia, e nel gergo Bujosa.
- Ëse in prexon; Essere in carcere, e scherzev. Essere in domo petri, Vedere il sole a scacchi.
- Marçî in prexon; Marcire in prigione, vale Starvi grandissimo tempo.
- Mette in prexon; Carcerare, Incarcerare, Catturare, Imprigionare, Mettere in prigione, e scherzev. Aggratigliare, Incatorbiare, Mettere in catorbia, in chiusa, in gabbia, in gattabuja.
- Ni pe tòrto ò pe raxon no te fâ mette in prexon; Nè a torto nè a ragione non ti lasciar mettere in prigione. Modo prov. usato per dinotare che Non dee uno fidarsi troppo della sua innocenza ov’ella possa essere messa in dubbio.
Voxe vexiñe: prevedde; prevegnî; prevençion; prevòsto; prexo; prexon; prexonê; presû; presutto; pria; primixâ.