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LIGU.RE

papê

(stòr. pappê)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 564–565.

  • s. m. Carta: Composto per lo più di cenci macerati in acqua, ridotto in foglia sottilissima per diversi usi, e principalm. di scrivervi sopra e stamparvi.
  • Carta, talvolta usasi per Scrittura d’obbligo o pubblica o privata; Memoria, Titolo, Documento: Fæve fâ un papê; Fatevi rilasciare una carta.
  • — E talvolta anche nel num. del più per Certificati necessarj a chi viaggia, ecc. V. Carta nel 4º significato.
  • — à doe teie; Carta a filone. T. cart. Quella, in cui rimangono visibili i segni dei filoni e delle vergelle delle forme.
  • — a-a machina; Carta alla macchina o senza fine: Quella che si fabbrica d’ogni grande voluta larghezza, ma d’una lunghezza indeterminata, mediante un meccanismo mosso dall’acqua corrente o dal vapore.
  • — à man o fæto à man; Carta alla forma, cioè fabbricata in forme manesche, e colle stesse dimensioni che debbono conservare i foglj negli usi ordinarj.
  • — à velen; Carta velata, e in alcune provincie con voce franc. Carta velina. T. cart. Specie di carta finissima fatta colle forme coperte superiormente con tela o velo d’ottone; riesce liscissima e senza impronta di vergelle.
  • — chi spùa; Carta che succia o suga: Carta, sulla quale non si può scrivere per essere senza colla.
  • — con còlla; Carta incollata.
  • — corrente; Carta corrente: Carta di terza qualità.
  • — da fasciâ; Carta da invoglj.
  • — da filtrâ; Carta emporetica, Carta da feltrare.
  • — da formaggiæ; Fogliacci: Quella carta, o scritta o stampata, che non è buona ad altr’uso, che per involgere cacio, salame e sim.
  • — da quattòrze; Carta da protocollo o da 14 libbre (peso della risma). T. di cartiera.
  • — da 60 lie; Realone o Carta da 60 libbre (peso della risma). T. di cartiera.
  • — de segonda; Carta di seconda, cioè di seconda qualità. T. di cartiera.
  • — de strassa; Carta straccia: Qualità di carta cattiva e senza colla, fatta di cenci i più ordinarj o d’ogni fibra vegetale, che non è acconcia a scrivervi, ma sì a fare viluppi.
  • — fieto o fioretto; Carta fioretta: Carta di prima qualità. T. di cartiera.
  • — impeiâ o da 100 lie; Carta imperiale o da cento libbre (peso della risma). T. di cart.
  • — marmaesco; Carta marezzata o amarezzata: Sorta di carta tinta a onde con fiele di bue, da una banda sola, e serve per coprir libri o altro.
  • — mezzan o da 30 lie; Carta mezzana o da trenta libbre (peso della risma). T. di cart.
  • — mòllo; Carta dilegine: Carta floscia, di poco nervo, facile a piegarsi.
  • — ordenäio; Carta ordinaria: Carta d’infima qualità.
  • — protocòllo V. sopra Carta da quattorze.
  • — reâ o da 50 lie; Carta reale o da cinquanta libbre (peso della risma). T. di cart.
  • — bastardo; Carta reale bastarda: Carta alquanto più piccola della reale, e del peso di 40 libbre la risma. T. di cart.
  • — realon V. sopra Carta da 60 lïe.
  • — sensa còlla; Carta senza colla.
  • — smerigliou; Carta da brunire.
  • Avei i papê netti o in regola; Esser netto, figurat. Non aver colpa.
  • — i papê brutti; Aver la camicia sudicia, figur. vale Esser reo o complice di qualche reato.

Voxe vexiñe: pappafigo; pappaieu; pappamosche; pappardella; pappata; papê; pappeâ; pappëtin; pappeto; pappetaxi; paracadute.