figua
(stòr. figûa)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 375.
- s. f. Figura: Forma, Aspetto, Sembianza, Immagine, che risulta nella superficie del corpo dal concorso de’ lineamenti, i quali si scoprono in essa; ed in generale La forma esteriore d’una cosa materiale.
- Figura, per Persona, ma dicesi per lo più in senso ironico di Persona trista e maliziosa che si diletta di burlare e gabbare altrui; altrim. Figuretta: Sò che figua o l’é; Io so che figura o figuretta egli è, cioè Che arnese, Che suggettino, e simili.
- — per Impronta o Immagine di qualunque cosa o scolpita o dipinta.
- — per Comparsa o Mostra: Se no atro, o fa figua; Se non altro, egli fa figura.
- — per Misterio o Significazione, che hanno in sè copertamente le Sacre Scritture.
- — In matemat. Quello spazio che è circoscritto da una o più linee.
- — Dagli abbachisti si dice Il segno de’ numeri.
- — Nella rettorica, Quella maniera di parlare la quale si parte dal modo comune.
- — Parlando di carte da giuoco, sono Quelle dipinte in figure, oltre il seme a cui s’accompagnano; e sono tre per ogni seme, cioè un re, una donna ed un fante.
- — Nel num. del più, I diversi movimenti o le diverse linee che nel ballo si descrivono colla persona e co’ piedi nel danzare, e la disposizione che prendon le parti ballando: Metteive in figua; Mettetevi in figura.
- Ancheu in figua, doman in seportua; Oggi in figura e domani in sepoltura, Oggi vivo, domani morto. Dettato prov. che dinota Essere incerta l’ora della morte.
Voxe vexiñe: figgioamme; figgioin; figgioña; figgiòsso; figo; figua; figuassa; figueta; figurâ; figurante; figurin.