LIGU.RE

ciæo

Vivagna: G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 217–218.

  • s. m. Chiaro, Chiarezza, Lume, Luce: Tutto ciò che illumina. – Tra le voci Lume e Luce, abbenchè frequentemente si adoperino l’una per l’altra, pure passa una gran differenza. La luce propriam. è Il corpo che illumina; il lume è lo splendor tramandato; la luce è la sostanza, il lume l’effetto.
  • Lume, per Lucerna, Candela accesa e simili.
  • — d’êuvo; Chiara o Chiara dell’uovo, Albume, Bianco dell’uovo V. Êuvo.
  • — de lûnn-a; Lume o Chiaror di luna o della luna, Lampaneggio.
  • — e scûo; Chiaroscuro. T. di pitt. Pittura di un color solo, che con due tinte, una chiara e l’altra oscura, dello stesso colore, imita i rilievi e i diversi gradi della luce e dell’ombra che si vede negli oggetti.
  • — fäso; Lume falso, Contrallume: Lume che non si riceve addirittura, onde l’oggetto esposto a tal lume non può mostrarsi nella sua bellezza.
  • A-o ciæo da candeja ō dōggiōn ō pä teja; Nè femmina, nè tela al lume di candela V. Candeja.
  • A-o ciæo de lûnn-a V. A-o ciæo.
  • Ciæi de lûnn-a.... Usato nel num. del più e in senso figur. vale Tempi difficili, cattivi, Circostanze critiche, Guai, Miserie e simili.
  • Ëse a-o ciæo d’ûnn-a cosa; Essere al chiaro d’una cosa, vale Esserne sicuro e chiarito.
  • Fâ ciæo; Far chiaro, Far lume, Illuminare. Talora usasi per Tenere il lume, Servir da lucerniere o da candeliere; e figurat. Portar polli, Fare il mezzano.
  • Fâse ciæo; Farsi giorno, Aggiornare, Sorgere il dì, Albeggiare.
  • Mette a-o ciæo ûnn-a persōnn-a d’ûnn-a cosa; Far chiaro uno di qualche cosa, Fargli vedere lume in un affare, vagliono Farglielo conoscere chiaramente, Informarlo.
  • — in ciæo ûnn-a cosa; Mettere o Porre in chiaro alcuna cosa, vale Dilucidarla, Schiarirla in modo che agevolmente e con verità si veda com’ella stia.
  • Se ti non hæ atro ciæo, ti pêu andâ a dormî a tastōn; Se tu non hai altri mòccoli, puoi andare a letto al bujo, ovv. Se non hai altri moccoli... a modo di reticenza, e vale Se non hai altri mezzi, altro assegnamento o altra abilità, non arriverai mai al tuo desiderio.
  • Tra ō ciæo e ō scûo; Tra luce e scuro, Tra lume e bujo, Tra giorno e sera, Al barlume, Al buiccio.
  • Vegnî a-o ciæo d’ûnn-a cosa; Venir al chiaro o a chiarezza d’alcuna cosa, vale Chiarirsene, Venirla a conoscere, Verificarla.
  • add. Chiaro, Lucente, contr. di Scuro.
  • Chiaro, per Puro, contr. di Torbido, che diciamo anche Limpido, ma dinota più perfetta chiarezza: Ægua ciæa; Acqua chiara.
  • — per Manifesto, Evidente: A sò rōvinn-a a l’é ciæa; La sua rovina è chiara.
  • — Aggiunto di voce, vale Intelligibile, Piana, Sonora, opposto di Roca.
  • — Aggiunto di favellare, discorso e simili, vale Piano, Facile a capirsi.
  • — Aggiunto di colore, vale Poco carico, Poco cupo.
  • — Aggiunto di cielo, aria, tempo, vale Sereno, Senza nuvoli.
  • — Aggiunto di giorno, vale Illuminato dal sole.
  • — cōmme l’inciostro; Chiaro come l’inchiostro, figurat. vale Torbo, Non liscio, Sotto cui sta malizia o frode.
  • — cōmme ō sô de mezogiorno; Chiaro come il sole di mezzodì, vale Evidentissimo.
  • — lampante; Chiaro palpabile, Chiaro o Specchiato com’ambra.
  • avv. Chiaro; e si adopera ne’ seguenti modi:
  • Parlâ ciæo; Parlar chiaro: Parlar senza velo, liberamente. Dicesi anche nell’uso fiorent. Parlar alla chiarozza.
  • — ciæo e netto; Parlar schietto e tondo, Parlar a bandiera levata o spiegata, vagliono Dire apertamente e francamente le sue ragioni, il fatto suo, Dir checchessia fuor de’ denti.
  • Piscia ciæo e incäghite dō mego; Piscia chiaro e fatti beffe del medico. Prov. che usasi frequentem. per dire Chi ha la coscienza pura e netta non ha occasion di temere.
  • Vedde ciæo; Veder chiaro, cioè Veder bene, distintamente, Aver buona vista.
  • — ciæo in t’ûnn-a cosa; Veder chiaro in una cosa, figurat. vale Accertarsene, Levare ogni sospetto.

Voxe vexiñe: ciàcciara; ciacciarâ; ciacciarata; ciacciarōn; ciæbella; ciæo; ciætezzâ; ciætezzoso; ciæto; ciæzâ; ciaga.