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LIGU.RE

òsso

(stòr. osso)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 553–554.

  • s. m. Osso, al plur. Ossi e Ossa: Parte solidissima del corpo dell’animale, bianca e priva di senso, che serve a unire e sostenere tutte le parti del corpo.
  • Osso. T. de’ pettin. Sotto questo nome si comprendono Le corna, l’avorio o simili, di cui si formano i pettini.
  • — da cheuscia; Fémore, Osso della coscia: L’osso il più grande fra tutti quelli del corpo, ed è congiunto coll’ischio e colla tibia.
  • — da fruta; Osso e più comunem. Nòcciolo: Quell’osso che si genera nelle frutte, come pesche, albicocche, ciliege, susine e sim., dentro al quale si conserva l’anima o il seme onde nasce l’albero: che se parlasi del seme che è rinchiuso dentro a questo nòcciolo, dicesi Anima.
  • — de seppia; Osso di seppia: Osso che ha la seppia, e che viene adoperato dagli orefici per gettare le minuterie de’ loro lavori.
  • — do brasso; Focile, Osso del braccio; ed evvi il maggiore e il minore. Il maggiore vien chiamato Ulna, ed il minore Radio; voci ora poco usate.
  • — do còllo; Nodo del collo: La congiuntura del capo col collo: altrim. Catena del collo.
  • — do condiou; Osso del conditojo V. Condiou.
  • — do fianco; Osso scio, Ischio.
  • — do pescetto; Cannella. T. macell. Quell’osso pien di midollo che è attaccato alla polpa della coscia e della spalla. Ma quel della spalla dai macellaj genov. è detto Òsso da ciave da spala.
  • — do peto o do steumago; Sterno: Osso piano o piuttosto Colonna ossea, in cui s’inseriscono le sette coste superiori, alle quali serve di punto d’appoggio.
  • — sacro; Osso sacro; Osso di forma triangolare, ripiegato in avanti e situato alla base della spina dorsale.
  • A lengua a n’à d’òsso, ma a rompe l’òsso V. Lengua.
  • Avei a pötronaia inti òsse; Aver l’osso del poltrone, vale Esser di natura pigro, infingardo.
  • — i össe due; Aver le ossa dure, dicesi di Chi, essendo in età molto avanzata, vive ancor molto tempo; e talora Essere di buon osso, cioè Gagliardo, Robusto.
  • — unna cösa inti òsse; Avere alcuna cosa nelle ossa, vale Essersi in uno convertito in natura qualche vizio: O l’à inti òsse; E’ l’ha nell’ossa.
  • — un òsso duo da rosiggiâ; Tòrre a rodere un osso duro, Tòrre a pettinare un riccio, Aver da pettinar lana sardesca, figurat. vale Pigliare a fare una cosa difficile e pericolosa; e relativam. ad Uomo, vale Aver da fare con chi sa il conto suo, che è potente e difficile a superarsi.
  • Chi l’à da l’òsso, ô pòrta a-o fòsso; Vizio per natura fino alla fossa dura, Chi da giovine ha un vizio, in vecchiaja fa quell’uffizio, Il lupo cangia il pelo, ma non il vizio o il vezzo. Prov. che significa Che l’uomo abituato nel vizio, per qualsivoglia mutazione ch’e’ si faccia, difficilmente se ne rimane.
  • Ëse pelle e òsso; Essere ossa e pelle, dicesi di Persona che sia magrissima.
  • Ghe zeugo l’òsso do còllo se a no é coscì; A rifarci del mio se non la è così.
  • Levâ i òsse da-a carne; Disossare.
  • Levâse un òsso da leugo; Lussarsi, Slogarsi un osso.
  • Rompî i òsse; Fiaccar le ossa, figurat. vale Bastonar a mal modo.
  • Rompîse l’òsso do còllo; Fiaccarsi il collo.
  • Sentîse i òsse rotte; Aver frangimento d’ossa. Modo figurato.
  • Un sacco d’òsse; Ossaccia senza polpe.

Voxe vexiñe: ossatua; osservâ; osservaçion; ossetto; ossidâse; òsso; òsta; ossoscròsso; ostaia; östaietta; östaiussa.