töa
(stor. toa)G. Olivieri, Dizionario genovese-italiano, Giovanni Ferrando 1851, p. 511.
- Mensa, tavola, desco, asse. Mensa, tavola coperta di tovaglia, e apparecchiata per porvi sopra i piatti delle vivande. Anche prendesi per l’assortimento delle vivande stesse, cioè per la qualità e quantità di esse. Lauta mensa; mensa frugale. Tavola, arnese di più assi connesse in piano, che si regge per lo più su quattro piedi. Serve a più usi domestici, e specialmente a quello di apparecchiarvi la mensa. Desco, prendesi in alcuni casi per tavola, cioè quando questa è allo speciale uso del mangiarvi sopra, voce poco usata eccetto che in certe locuzioni familiari e quasi proverbiali: star volontieri a desco; chi mangia a desco ha mangiato di fresco; e poche altre consimili. Da questi casi in fuori, desco e tavola non s’adoprano promiscuamente. Così il servitore dice signori è in tavola, non direbbe è in desco. Desco molle, dicesi forse per una certa ironia, quello su cui siano messi scompostamente alcuni piatti da sbocconcellare qualche cosa, senza che vi sia stata distesa la tovaglia. Asse, legno segato per lo lungo dell’albero, di grossezza di tre dita al più.
Voci vicine: tiou; tirabuscion; tisson; titta; tio; töa; toâ; töadda; töe do letto; toetta; tòlla.