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LIGU.RE

veña

(stor. venn-a)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 824.

  • s. f. Vena: Nome generico di Tutti i vasi o canali che riconducono il sangue dalle arterie al cuore; ed hanno varj nomi secondo l’ufficio loro o secondo le parti del corpo per le quali passano.
  • Vena, per similit. Nascenza spontanea di checchessia; e dicesi particolarm. di Quelle cose, le quali, per occulta generazione derivandosi, per lo più vengono meno, onde Vena dicesi Quella sorgente d’acqua che scorre pei meati della terra; e Vena similmente Quella nascenza di metalli e pietre che si trova dentro le viscere della terra, e Vena nella pietra dicesi Quel filo d’altra pietra che vi si trova mescolata, come nel lapislazzuli le vene di color d’oro, nella pietra serena le vene di marmo bianco e sim.
  • — Metaf. per Copia, Fecondità, Abbondanza: Gh’é vegnuo zu unna veña de versci; Gli si aperse una vena di versi.
  • — per Disposizione d’animo, Umore, Talento, Estro: Ancheu no son in veña; Oggi non sono di umore, Non mi sento in estro.
  • Arvî a veña; Toccare la vena, vale Cavar sangue.
  • Scioâ a veña; Sventar la vena, vale lo stesso.
  • Streppâse unna veña in peto; Rompersi una vena in petto, indica la rottura di essa vena dentro alla cavità del torace con ispandimento perciò di sangue e presentissimo rischio di morte.

Voci vicine: venditô; vendivin; venerâ; veneraçion; venin; veña; ventasso; ventilâ; ventilatô; ventilaçion; ventilou.