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LIGU.RE

ongia

(stor. ungia)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 813.

  • s. f. Unghia ed Ugna: Lamina dura, elastica, cornea e semitrasparente che cuopre la superficie dorsale di ciascun dito della mano e del piede.
  • Unghia ed Ugna, per Quella parte o regione che termina il piede de’ solipedi, come cavalli, muli ed asini, o dei bifidi, come le bestie bovine ed altri animali.
  • — per Quell’escrescenza che termina le dita dei piedi de’ gatti, cani, faine e simili animali, non che di tutti i volatili.
  • Unghione, Ugnone, Artiglio: Unghia adunca e pungente d’animali rapaci, così volatili come terrestri.
  • — incarnâ; Unghia incarnata, cioè incastrata nella carne.
  • Avei i onge longhe; Aver gli unghioni, dicesi propriam. di Chi ha le unghie lunghe, non mozzate.
  • Figurat. Aver le mani fatte a uncino, e suol dirsi d’un ladro.
  • Avei inti onge; Aver nell’ugna, nelle unghie o fra le unghie, figurat. vale Avere in potere o in arbitrio.
  • Bestia d’ongia scciappâ; Animale bisulco: Che ha le unghie fesse, come le bestie bovine.
  • Cazze inti onge; Dar nelle unghie, figurat. vale Venir in potere, Cader in mano.
  • Gianco de l’ongia; Lunetta.
  • Porcaia di onge; Sudiciume o Bruttura delle unghie.
  • Rosiggiâse i onge; Morsecchiar le unghie: Difetto che ha taluno di andarsi rodendo le unghie.
  • Scappâ da-i onge; Uscir dall’unghie, cioè dalla forza o potere altrui.
  • Taggiâ i onge à unna persoña; Tarpar l’ali, figurat. vale Indebolir alcuno, Togliergli le forze.
  • Tiâ de l’ongia; Auncicare, Dar d’uncino, Giocare o Lavorar di mano, Bestemmiar colle mani, figurat. vale Esser ladro, Rubare, Portar via.
  • Tiâ feua i onge; Spiegar le unghie.

Voci vicine: umô; un; unanimitæ; ongetta; ongettâ; ongia; ongiâ; ongiassa; ungin; unî; unico.