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LIGU.RE

fumme

(stor. fûmme)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 395.

  • s. m. Fumo e Fummo: Vapore che esala per lo più da materie che abbruciano o che son calde.
  • Fumo, figurat. per Superbia, Fasto, Albagia, Alterigia, onde: Avei do fumme; Aver fumo, Aver fava, Aver della chiella, Essere albagioso, altero, dicesi di Chi presume di sè più che nol consente la sua condizione, i suoi talenti, i suoi mezzi, ecc.
  • Andâ in fumme; Andare, Convertirsi, Risolversi in fumo, vale Svanire, Dileguarsi.
  • Fâ fumme; Far fumo, Mandar fumo.
  • Meno fumme e ciù ròsto; Manco fumo e più brace, vale Meno apparenza e più sostanza.
  • Neigro de fumme: Nero di fumo o Nerofumo: Polvere nera tratta dal fumo di legni resinosi, e più comunem. dal pino, che si mescola con olio o altro per tingere di nero, e per farne inchiostro da stampatori o da incisioni in legno. Esso cavasi pure dal fumo del carbon fossile nelle macchine a vapore e da quello delle gole de’ cammini, ma è molto più ordinario del primo.
  • O fumme o no impe a pansa; Parere e non essere è come filare e non tessere. Prov. e vale Non basta l’apparenza dove bisognano gli effetti.
  • Pin de fumme; Pien di fumo, Fumoso, figur. vale Albagioso, Vano, Leggero, e dicesi d’Uomo che presume di sè più che nol comporta la sua condizione e il suo stato.
  • Tanto fumme e pöco ròsto; Molto fumo e poco arrosto, Assai pampani e poc’uva, vale Molta apparenza e poca sostanza.

Voci vicine: fummâ; fummadda; fummaieu; fummasci; fummatô; fumme; fummisterno; fonzea; fonçion; fonçionâ; fonçionäio.