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LIGU.RE

fòrte1

(stor. forte)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 385.

  • s. m. Forte: Il migliore, Il nerbo della cosa.
  • Forte: Posto fortificato per guardare un passo, un sito, una città.
  • Ëse o sò fòrte; Essere il suo forte, si dice di Quella cosa dov’altri faccia la miglior prova: A muxica a l’é o sò fòrte; La musica è il suo forte.
  • Into fòrte da stæ, da raggia, ecc.; Nel forte della state, della collera, ecc., vale Nel maggior caldo della state, Nel maggior impeto della collera.

fòrte2

(stor. forte)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 385.

  • add. Forte: Che ha forza; e si estende così alle forze dell’animo come a quelle del corpo.
  • Forte, parlandosi d’oggetti, vale Sodo, Che ha forza di poter resistere.
  • — Aggiunto di vino o simili liquori, vale Generoso, Possente, Gagliardo.
  • — comme un tron; Atante della persona: Che ha forte nerbo, Forzuto, Gagliardo, Balioso.
  • Spirito fòrte; Spirito forte, dicesi oggidì d’Un libero pensatore.

fòrte3

(stor. forte)

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 385.

  • avv. Forte, Fortemente, Con forza: Quande vegnî, sunnæ fòrte; Quando venite, suonate forte.
  • Forte, per Ad alta voce: Se no parlæ ciù fòrte, no v’intendo; Se non parlate più forte, io non v’intendo.

Voci vicine: fòrsa; forsâ; forsaddo; forsê; forselluo; fòrte; fortessa; fortificâ; fortificaçion; fortin; fortô.