LIGU.RE

cianze

Fonte: G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 220.

  • v. n. Piangere e Piagnere: Gettare, Versare, Spargere lagrime, Lagrimare, Lacrimare, e in modo basso Belare, Specorare.
  • Piangere, in signif. att. vale Lamentarsi, Rammaricarsi d’una cosa o persona perduta, o per morte o per altra cagione: Cianzo i mæ libbri; Piango i miei libri.
  • — Talora usasi in forza di sost.: Cose l’é questo cianze continuamente? Che cos’è questo piangere continuamente?
  • Piangolare, Piagnucolare, Vagire: Il piangere dei bambini.
  • Uggiolare V. Lûâ dō can nella voce Can.
  • Cigolare, Gemere, dicesi Quel rumore o suono simile a un gemito che esce dalle legna verdi od umide quando abbruciano. – Cigolare propriam. esprime il rumore prodotto dal vapore o dall’aria che va via; Gemere esprime la cosa stessa, ma eziandio più proprio il lento uscire che fa l’umor acqueo dalle legna umide o verdi V. Sûâ.
  • — a nonna, a madonnava; Pigolare, Far marina, e nell’uso fior. Far il piangi, si suol dire di Coloro che, ancorchè abbiano assai, sempre si lagnano dell’aver poco e sempre chiedono.
  • — in tō sò chêu; Piangere dentro: Gemere in cuore, Accorarsi.
  • — lägrime de sangue; Piangere a cald’occhi. Modo figurato.
  • — ō chêu; Piangere il cuore, Esser dolente a cuore V. Chêu.
  • Aveì i êuggi che ciànzan; Aver la lagrimazione o la lacrimazione V. Lagrimaziōn.
  • Chi me vêu ben me fa cianze, chi me vêu mâ me fa rie V. Ben (sost.)
  • Chi nō cianze nō tetta; Chi non piange non ha poppa. Prov. che significa Bisogna chiedere e fare il pigolone per muovere altri a donargli.
  • Chi rie de venardì cianze in domenega; Chi ride in sabato, piange in domenica. Prov. di nessun significato.
  • Mettise a cianze; Mettersi o Sciogliersi a piangere.

Voci vicine: ciantastecchi; cianto; ciantōn; ciantotto; cianûa; cianze; cianzinōn; cianzinonna; cianzistëio; cianzōin; cianzōn.