cafè
(stor. caffê)G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 162.
- s. m. Caffè: Frutto noto d’un albero originario dell’Arabia, chiamato da’ Botanici Coffea arabica, di cui, tostato che sia e polverizzato, si fa una bevanda, che pur si chiama Caffè.
- Caffè, per La bottega, in cui si fa e vende detta bevanda.
- — carrego; Caffè grave. Parlandosi del Caffè in bevanda, dicesi Quello che è più carico di colore, e contiene maggior quantità del principio aromatico, per la maggior dose di caffè in polvere che vi si è adoperata.
- — leggeo; Caffè leggero, contr. di Caffè grave.
- — maxinou; Caffè in polvere.
- — pösou; Caffè posato: Quello che ha già fatto la posatura.
- Brustolî o cafè; Tostare o Abbrustolire il caffè.
- Zotta do cafè; Posatura: Quel sedimento o residenza della polvere del caffè, la quale pel cessato bollimento e pel riposo, cade in fondo della caffettiera, o rimane nella calza ove si è colato.
Voci vicine: caeta; cæzâ; cæzon; cäfattâ; cäfatto; cafè; caffeaus; caffettê; cafettea; caffon; caffonento.