LIGU.RE

arröbâ

Fonte: G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, p. 74.

  • v. a. Rubare, antic. Arrubare: Far sua ingiustamente la roba altrui; altrim. Derubare, Furare, ma è voce piuttosto poet., Lavorar di mano, Porre cinque e levar sei, Cogliere o Còrre l’agresto, ecc.
  • — e gallinn-e; Sgallinare: Rubar le galline.
  • — in sciä speiza; Far l’agresto. Dicesi di Quello avanzo illecito che fa taluno nello spendere o fare i fatti altrui.
  • — ō chêu; Rubare il cuore, figurat. vale Far innamorare.
  • — ō tempo; Rubare il tempo: Metter a profitto ogni minuto, ogn’istante d’esso.
  • — ûnn-a figgia; Rapire una fanciulla, Commettere un ratto.
  • — ûn scrito, ûnn-a compoxiziōn, ecc.; Plagiare: Il rubare gli scritti altrui o Far proprio ciò che si ruba in qualche libro; che anche dicesi Rubare.
  • Chi n’arröba n’ ha de roba; Chi non ruba non ha roba. Prov. di chiaro significato.
  • L’é tanto laddro chi arröba cōmme quello chi piggia; Tanto è ladro chi ruba che chi tiene il sacco, Tanto è tenere che scorticare ovv. Anche chi tiene il piede ajuta a scorticare. Prov. che significa Nello stesso modo pecca e va punito chi fa il male che chi lo consiglia o vi consente.

Voci vicine: arrissatûa; arrissoâ; arrissōso; arrissôu; arrivâ; arröbâ; arrogâse; arrollâ; arrollamento; arrōnsâ; arrösâ.