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LIGU.RE

acca

G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone, 1876, p. 11.

  • s. f. Acca: Lettera ottava dell’alfabeto.
  • Acca, comun. usasi per Nulla, Cica, Punto, Un frullo, Uno zero, Un jota, Uno straccio, ecc.: No me n’impòrta unn’acca: Non me n’importa un’acca, un frullo, uno zero, ecc.
  • Fâ à l’acca; Fare a mezzo, a metà, a comune, a comunella, in comunaltà, Fare a combutta (voce bassa), vale Accomunare, Far partecipe o Spartire checchessia fra due o tre in eguali porzioni.
  • No ne savei unn’acca; Non saperne un’acca, Non ne saper boccicata o biracchio o uno straccio, vale Saperne un bel niente.
  • Nei pubblici incanti è voce che usasi gridare dal banditore tre volte, distinte l’una dall’altra, annunziando ad ognuna di esse le offerte fatte dai compratori, e deliberando alla terza l’oggetto esposto in vendita al maggior offerente, così: Acca uña; Offerta prima; Acca doe; Offerta seconda; Acca træ; Terza ed ultima offerta.

Voci vicine: à cavallo; à cavallon; à cavo; à caxo; acaxô; acca; accabannâse; accai (a-i tempi d’); accaiâ; accalappiâ; accamallou.