scâ
G. Olivieri, Dizionario genovese-italiano, Giovanni Ferrando, 1851, p. 412.
- Scala, la parte d’un edifizio che serve per salire e scendere per passare da un piano all’altro. È fatta di varie parti che diconsi gradini, scalini, gradi o scaglioni. Tra i rami di essa v’è un piano più esteso di quello degli scaglioni, che serve ad interrompere la scala e lasciar riposare, e dicesi ripiano o pianerottolo. V’ha pure l’appoggiatojo ch’è quel picciol muro sospeso, o una trave che corre dalla cima isolata degli scaglioni, cui si assicura la balaustrata di ferro o di legno che serve di appoggio nel salire o scender la scala. Scâ à cägòllo, o à gägòllo, scala a chiocciola o a lumaca, scala fatta in giro a somiglianza della parte interiore di alcune chiocciolette marine. Scâ da mon o da brasse, scala a piuoli, quello strumento portatile di legno ch’è composto di due staggi o correnti, ne’ fori de’ quali sono ficcati di distanza in distanza i piuoli che servono di scaglioni. Dicesi scala del mugnajo, una scala simile a quella delle case ai cui staggi sono sostituiti larghi fianchi di legno posti in piano e ne’ quali sono incalettate alcune tavole che formano gradini larghi e piatti. In tal modo sono costruite le scale delle biblioteche.
Neighbouring lemmas: sboffa; sborrî; sborso; sbottâ; sbuzzâ; scâ; scabeccio; scacchea; scaffa; scaffa de l’argano; scaffo.