LIGU.RE

oëgia

Vivagna: G. Casaccia, Dizionario genovese-italiano. Seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tip. di G. Schenone 1876, pp. 545–546.

  • s. f. Orecchia, Orecchio: Organo dell’udito collocato in ciascun lato della testa. Si divide in esterno ed interno. L’orecchio esterno dicesi anche Padiglione, e termina inferiormente nel Lobo (Pëxin V. sotto); l’orecchio interno è quella parte dell’orecchio che consta del Meato uditorio (Pertûzo dell’oëgia), della cavità del timpano e del laberinto, il quale ultimo solamente è da alcuni chiamato Orecchio interno.
  • Orecchio, per similit. si dice alla Parte prominente di molte cose, per le quali s’impugnano, si appendono, s’infilzano, ecc.
  • — d’aze; Orecchio d’asino V. Aze.
  • Oëge de crava; Petracciuola, Piantaggine. T. bot. Plantago major. Pianta comunissima che fa nei luoghi erbosi, e il cui stelo produce una spiga copiosa di piccoli semi; fiorisce in maggio.
  • — dell’àncoa; Orecchie dell’àncora. T. mar. Sono Le parti più larghe delle marre dell’àncora, ed ogni marra ha due orecchie.
  • — d’ōrso; Orecchie d’orso. T. bot. Primula alpina. Pianta alpina che coltivasi ne’ giardini all’ombra come la primavera (fiore) per la bellezza e varietà dei fiori, i quali compariscono in febbrajo e marzo.
  • — di pesci; Branchie: Aperture branchiali vicine al capo, che nei pesci sono organi della respirazione.
  • — dō sacco; Pellicini: Quei quattro, come quasi orecchi d’asino, che si lasciano o cuciono nell’estremità dei canti delle balle, due da ogni parte, affin ch’elle si possano meglio pigliare o più agevolmente maneggiare.
  • Affiâ i oëge; Appuntar gli orecchi V. Affiâ.
  • Aveî l’oëgia marsa; Aver indizio, fumo, sentore: Aver avviso di qualche cosa quasi di nascosto o non ben certo.
  • — bōn oëgio; Aver gli orecchi armonici, Aver buon orecchio; e così il suo contr. Aver orecchi disarmonici, Aver poco orecchio.
  • — l’oëgia finn-a; Esser d’acuto sentire, antic. Esser sentacchio o sentacchioso.
  • Cantâ d’oëgio; Cantare a orecchio V. Cantâ.
  • Ciccioâ in ti oëge; Sufolare, Zufolare o Soffiar negli orecchi V. Ciccioâ.
  • Descciöde o Destappâ i oëge a ûnn-a persōnn-a V. Descciöde.
  • Dî ûnn-a cosa in te l’oëgia; Dire una cosa all’orecchio o all’orecchie o negli orecchi, vale Dirla sottovoce, accostando la bocca all’orecchio di colui a cui si parla; e figur. Dirla in segreto.
  • Ëse dûo d’oëgia; Aver le campane grosse o ingrossate, Aver male campane: Essere alquanto sordo.
  • Fâ oëge da mercante; Far orecchi da mercante: Far le viste di non intendere.
  • Mette ûnn-a prûxa in ti oëge; Mettere una pulce nell’orecchio: Mettere in apprensione o sospetto per cosa che si dica o s’ascolti.
  • O pesso ciù grosso ō l’é ûnn’oëgia; Il pezzo più grosso ha da essere un orecchio, si dice comunem. per modo di fiera minaccia ed iperbolica, quasi inferendo che si vuol trucidare un tale e farne come polpette.
  • Pertûzo dell’oëgia; Tromba o Meato uditorio.
  • Pëxin dell’oëgia; Lobo o Lobulo: La parte inferiore esterna delle orecchie, che alle bambine si suol perforare per introdurvi orecchini e sim.
  • Porcaja di oëge; Cerume.
  • Scigoâ i oëge; Cornare o Fischiare gli orecchi, dicesi del Sentirsi dentro alcun sufolamento o fischio; e si suol dire per baja, che ciò avviene quando altri dice male di quel tale.
  • Tiâ i oëge a ûnn-a persōnn-a; Trar gli orecchi ad uno, vale Trarglieli per castigo o per ricordo.
  • Tiata d’oëge; Orecchiata, e nell’uso tosc. Orecchiagnolo: Tirata d’orecchi.
  • Vegnî a-i oëge; Giungere, Venire o Pervenire agli orecchi o all’orecchie, vale Sentir dire.

Voxe vexiñe: odiôu; ödô; ödoâ; odorin; oëgê; oëgia; oëginn-a (tiâ l’); oëginn-e de scarpe; oëgiōn (stâ in); oënn-a; oëta.